Il bullo colpisce di nuovo la Corte Penale Internazionale e ne chiarisce i motivi dando man forte a Rubio mentre quest’ultimo annuncia la guerra americana contro “il cosiddetto diritto internazionale” colpevole di essere strumento nelle mani di chi vuole indebolire la potenza USA
Trump, quindi, interrompendo il suo Rubio dice che la rappresaglia delle sanzioni – questa volta contro la Presidente della Corte – serve a proteggere Netanyahu colpito da un mandato di arresto per crimini di guerra. Naturalmente, Netanyahu festeggia mentre continua a bombardare impunemente la Striscia, ad assediare i palestinesi in Cisgiordania e ad assolvere se stesso da indagini rigorosamente interne che avvia solo per gettare fumo negli occhi.
Fin qui, niente di sorprendente. Ciò che è insopportabilmente sconcertante è la mancanza di reazione da parte dell’UE che va predicando lezioni sul diritto internazionale, su regole, democrazia e valori occidentali e tace dinanzi alla dichiarata operazione di smantellamento di un’istituzione giudiziaria internazionale.
D’altronde, ha taciuto anche quando è stata colpita una cittadina europea come Francesca Albanese rea, anch’ella, di voler tutelare la vita dei palestinesi.
Eppure, l’Unione avrebbe la possibilità di rispondere magari facendo da garante presso le banche, aziende e assicurazioni per proteggere chi è colpito da ingiuste sanzioni. Niente di tutto questo, forse c’è stata qualche tiepida e inutile dichiarazione ma nessuna levata di scudi.
Netanyahu non si deve toccare, neanche la Corte Penale Internazionale può mettere il naso nel sangue versato di povera gente usato e sbandierato in campagna elettorale.
Resta un dato: viste le dichiarazioni di Trump e Netanyahu, possiamo dire che “il diritto internazionale che vale fino a un certo punto” dello sfidante ministro Tajani ha una solida copertura politica statunitense. Niente è per caso, non era una gaffe ma ubbidienza



