IL CRITICO D’ARTE SI PAGA?

0
5

Abbiamo girato la domanda a un influente Critico d’Arte, un grande critico d’arte italiano, è Paolo Battaglia La Terra Borgese

Ovvio che sì, dice Paolo Battaglia La Terra Borgese, il critico d’Arte si paga, eccome se si paga! come si paga l’avvocato, l’ingegnere o il medico, ma le modalità e l’opportunità di farlo dipendono dal tipo di servizio richiesto e dal contesto (professionale vs. promozionale).

Ecco i punti chiave su come funziona il pagamento di un critico d’arte:

·         Servizi a Pagamento (Parcella): Quando un artista contatta direttamente un critico d’Arte per ottenere un testo critico, una recensione, la presentazione di un catalogo o la cura di una mostra personale, il critico emette una parcella per la sua prestazione professionale.

·         Costi dei Servizi: I prezzi variano notevolmente in base alla fama del critico. Possono andare da poche centinaia di euro per brevi recensioni, a diverse migliaia di euro per la curatela di una mostra o un testo per un catalogo importante.

·         Critica “Indipendente” vs. “Promozionale”:

o    Indipendente: Il Critico scrive per riviste, giornali o istituzioni e viene pagato dall’editore per recensire mostre o artisti che ritiene meritevoli. In questo caso, l’artista non paga.

o    Promozionale (a pagamento): L’artista paga il Critico per ottenere visibilità e un testo critico da utilizzare nel proprio portfolio o per una mostra. Questo è comune nel mercato dell’arte contemporanea per emergenti. In questo caso il Critico focalizza il suo lavoro sui punti di forza dell’artista, tralasciando gli altri. I tralasciati saranno di stimolo silente per l’artista migliorare tali aree.

o    Mecenatismo Privato: Collezionisti e mecenati (o semplici sponsor) sostengono la produzione artistica e critica.

o    L’architettura della critica artistica – spiega Paolo Battaglia La Terra Borgese – corrisponde alla pianificazione di elaborati diversi.

Ogni voce ha un costo. E questi che seguono sono i costi voce per voce:

La Presa in visione.

La presa in visione si paga in anticipo e serve a sapere se il Critico accetterà l’incarico, se accetta, tale cifra sarà defalcata dalla parcella.

Lo Studio

Lo Studio serve all’esame della produzione artistica storica del pittore o dello scultore. La prima fase è di apprendimento e approfondimento dei curricula vitae e artistico attraverso il confronto diretto telematico o telefonico con l’artista. Nella seconda fase il Critico analizza gli aspetti più complessi, prenderà in esame le cromie, la prospettiva, il disegno, la stesura dei colori, la luce, la profondità, i chiari e scuri.

 La terza fase è quella maggiormente impegnativa per il Critico: egli dovrà valutare l’ammissibilità di collegamenti a Grandi Maestri e/o a Movimenti, e, ancora, la possibilità di riferimento alla Storia dell’Arte, dimostrandolo con le competenze specifiche dell’autore in analisi.

La quarta fase, quella finale, consiste nella redazione del testo critico e del suo controllo, segue la consegna all’artista, e con questa gli vengono ceduti i diritti di legge. La quinta fase è opzionale e consiste nella pubblicazione della critica artistica su uno o più quotidiani.

La progettazione della mostra

La curatela di una mostra è basata su tema scelto dal Critico d’Arte o proposto dall’autore. Si sviluppa con la selezione delle opere e la revisione dei titoli utili all’architettura del percorso espositivo. Si compone di un testo per l’eventuale comunicazione stampa e di un testo di recensione sull’eventuale catalogo. Si conclude – ma non è obbligatorio – con la presenza del Critico al vernissage e ancora al finissage per le conclusioni e le declamazioni oratorie.

Ovviamente – chiarisce Paolo Battaglia La Terra Borgese – quanto sopra vale anche per chi è al suo primo esordio, alla prima apparizione in pubblico.

Avverte Paolo Battaglia La Terra Borgese: non è possibile arricchire l’esperienza dei visitatori di una mostra d’Arte senza averne curato o diretto l’impatto visivo e intellettuale, i testi catalogo e quelli per la comunicazione stampa. L’artista, dunque, si muova per tempo.