Il Presidente del Museo Nazionale dell’Automobile Benedetto Camerana, il Direttore Lorenza Bravetta e il Responsabile del Centro di Conservazione e Restauro Davide Lorenzone ricevono – a nome dell’intero staff museale – lo speciale riconoscimento della Commissione Cultura di FIVA – Fédération Internationale des Véhicules Anciens “per l’eccezionale e rigoroso lavoro di ricerca e restauro svolti sul progetto della Carrozza a Vapore Virginio Bordino“.
Il riconoscimento pone l’accento anche sul prezioso programma di attività di divulgazione e comunicazione legate al progetto, che ha l’obiettivo di coinvolgere un pubblico sempre più ampio ed eterogeneo al fine di valorizzare il patrimonio storico, renderlo aperto e accessibile al grande pubblico e ispirare la prossima generazione di custodi della memoria.
A consegnare il premio, Alberto Scuro, Presidente FIVA; Natasa Grom Jerina, Senior Vice President; Luigi Frigerio, Senior Vice President Finance e Gian Mario Mollar, Secretary General.
“Siamo molto onorati di ricevere il riconoscimento speciale da FIVA – il principale organismo internazionale per la salvaguardia del patrimonio motoristico storico – che premia il nostro lavoro di ricerca, restauro e divulgazione sulla carrozza a vapore di Virginio Bordino. Un progetto corale, in cui la conoscenza si costruisce insieme e la storia prende vita davanti agli occhi dei visitatori: un laboratorio aperto grazie alla collaborazione tra esperti, istituzioni e studenti – dalla Biblioteca Reale di Torino al Politecnico di Torino, dal CCR-Centro di Conservazione e Restauro La Venaria Reale all’Accademia di Brera – che incarnano lo spirito del nostro Museo: condividere saperi, trasmettere passione e formare le nuove generazioni.” Benedetto Camerana, Presidente MAUTO
Tra i progetti del Centro di Conservazione e Restauro, quello della Carrozza a vapore di Bordino – realizzata nel 1854 presso l’Arsenale Militare di Torino – ricopre un ruolo di assoluto rilievo. Avviato nel 2024, il progetto si articola in tre macro-fasi e integra ricerca storico-scientifica, restauro conservativo e realizzazione di una replica funzionante in scala 1:1.
Il lavoro dei restauratori si svolge in loco ed è fruibile dai visitatori attraverso un affaccio circolare: questa modalità di restauro on site – insieme alla possibilità di assistere a speciali visite con il conservatore e le restauratrici – si iscrive nella missione divulgativa del Museo che affianca quella di ricerca e conservazione.
L’intervento non è inteso come azione isolata sul singolo manufatto, ma come sperimentazione di un modello metodologico applicabile a contesti analoghi, in cui la complessità materica e tecnica richiede un approccio interdisciplinare. La stretta integrazione tra ricerca documentale, indagini diagnostiche e documentazione sistematica consente di trasformare il restauro in un processo dinamico che rende il patrimonio automobilistico una risorsa attiva per la ricerca, la formazione e la divulgazione.



