Tiziana Campisi – Città del Vaticano
Nel mondo contemporaneo non si può ignorare l’incidenza dell’Intelligenza Artificiale nel “nostro modo di vivere” e la sua pervasività in ogni ambito sociale e la persona umana va tutelata. Leone XIV rilancia l’appello rivolto nella sua Lettera Enciclica Magnifica humanitas durante l’udienza ai partecipanti al congresso annuale dell’Istituto Internazionale delle Scienze Amministrative, svoltosi a Roma dal 24 al 27 agosto all’Università Sapienza, dal quale è giunto l’invito a “conservare l’equilibrio nell’utilizzo delle tecnologie digitali”.
Nell’Aula della Benedizione, ascoltano il Papa, che pronuncia il suo discorso in francese, circa cinquecento persone, giunte dai cinque continenti. Tutti membri – tra i quali la Santa Sede – dell’Istituto fondato nel 1930, “all’indomani della grande crisi economica” e con l’obiettivo di sensibilizzare “le autorità politiche affinché adattino la vita sociale alle condizioni continuamente mutevoli dei tempi, di modo che essa possa realizzare le intenzioni disegni della Sapienza del Creatore’”. A loro Leone pone innanzitutto un interrogativo.
La velocità con la quale si sviluppano le innovazioni riguardanti l’IA – l’intelligenza artificiale – ci spinge a domandarci se in futuro sarà possibile controllare queste macchine in futuro, se l’uomo non corra il rischio di diventare vittima delle proprie invenzioni. Uno dei problemi più gravi odierni è constatare che le decisioni concernenti la vita umana sono affidate a delle macchine.
Necessaria un’etica per l’utilizzo dell’IA
Il Pontefice mette, quindi, in rilievo la “preoccupante situazione” di oggi ed esprime approvazione per l’incontro dell’IISA, voluto per “riaffermare il carattere insostituibile dell’intelligenza umana di fronte” agli “strumenti tecnologici”, convinto che le riflessioni e il lavoro di quanti vi hanno preso parte “potranno aiutare le autorità a prendere decisioni in questo ambito per il bene dell’umanità”.
E a tal proposito il Papa ribadisce, quanto scritto nella sua Enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell’Intelligenza Artificiale: “chiedere prudenza, verifiche rigorose” e qualche volta “un rallentamento nell’adozione dell’IA” non vuol dire “essere contro il progresso, ma esercitare una cura responsabile verso la famiglia umana”.
È dunque importante definire un’etica che accompagni l’utilizzo di questi importanti strumenti, che purtroppo si concentrano nelle mani dei grandi attori economici e tecnologici, e che lo Stato fa fatica a controllare. Occorre fare in modo che il bene della famiglia umana non venga sacrificato per interessi privati.
A servizio della vita e della pace
All’IISA, infine, l’incoraggiamento di Leone XIV a proseguire la ricerca “per trovare vie e mezzi per apportare” un “contributo all’amministrazione pubblica per l’umanizzazione delle tecnologie digitali, affinché siano al servizio della vita e della pace”.
Quello stesso formulato da Papa Francesco nel Messaggio per la 57ª Giornata Mondiale della Pace, esortando ad un “uso responsabile” di tali tecnologie e ad una “ricerca tecnico-scientifica” orientata “al perseguimento della pace e del bene comune, al servizio dello sviluppo integrale dell’uomo e della comunità”. Non è una missione facile quella dell’IISA riconosce, in conclusione, il Pontefice, che assicura la sua preghiera, perché Dio sostenga tutti “in questo nobile compito”.



