Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano
Il Progetto Policoro è nato come esperienza ecclesiale ed è il frutto della fantasia di una Chiesa che non solo vuole fare qualcosa per i giovani, ma li rende protagonisti del suo cammino e del futuro di ogni territorio. Con voi siamo Chiesa al servizio del mondo, come lievito nella pasta.
Con queste parole Papa Leone XIV ricorda il valore dell’iniziativa della Conferenza Episcopale Italiana nata nel 1995 per contrastare la disoccupazione giovanile prima nel Sud e poi in tutto il Paese, incontrando questa mattina, 21 febbraio, nella Sala Clementina del Palazzo apostolico, 350 partecipanti al progetto, in occasione dei trent’anni dal suo avvio. Rivolgendosi ai tanti giovani presenti, il Papa li definisce “il volto bello dell’Italia che non si arrende, non si rassegna, si rimbocca le maniche e si rialza”.
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In trent’anni avete seminato un’immensa quantità di bene che vale la pena raccontare: giovani che si sono impegnati nel sociale e nella politica; vite che si sono rimotivate grazie al Vangelo e alla dottrina sociale della Chiesa.
Nessun giovane può essere lasciato “in panchina”
Leone XIV sottolinea che grazie al Progetto Policoro, sono stati detti tanti “no” a “corruzione, sfruttamento del lavoro e ingiustizie”, che “alcuni beni confiscati alle mafie sono diventati investimenti nel sociale; sono nate cooperative che hanno fatto fiorire città e territori”. Così “molti giovani sono stati accompagnati nel creare attività imprenditoriali” e sono state spese ore “nelle scuole e nelle parrocchie per educare al senso del lavoro e della giustizia, per formare alla pace, per sensibilizzare al bene comune”.
Avete medicato le ferite di giovani tenuti ai margini, delusi e disimpegnati. Grazie per tutto questo bene seminato! Grazie perché avete ben chiaro che nessun giovane nella vita può essere lasciato “in panchina”, ma va sostenuto nel realizzare i suoi sogni e nel migliorare il mondo.
Un progetto che cerca di evangelizzare il mondo del lavoro
Ricordato che il Progetto deve la sua nascita alla creatività pastorale dei Direttori nazionali di pastorale sociale, Caritas e pastorale giovanile della Cei, sullo stimolo del Convegno Ecclesiale di Palermo, che “aveva chiesto un’attenzione specifica al Sud del Paese”, il Pontefice riconosce che è cresciuto cercando di “evangelizzare il mondo del lavoro”. Fino a diventare, oggi, “un’immagine viva e giovane di ciò che la Chiesa può e deve essere a servizio del Paese”. Ma non è certo tempo di fermarsi.
C’è ancora bisogno del vostro impegno, soprattutto in una stagione di inverno demografico, di spopolamento delle aree più fragili del Paese, di giovani che rischiano di essere demotivati e di chiudersi. Nessuno dev’essere trascurato. Nessuno deve sentirsi abbandonato.



