Il Papa: non fermiamoci tra le ceneri del mondo, ma convertiamoci e ricostruiamo

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Leone XIV alla Messa nella Basilica di Santa Sabina per l’avvio del cammino della Quaresima: la Chiesa “è profezia di comunità che riconoscono i propri peccati”. Attraverso questo tempo di penitenza, nel Triduo pasquale celebreremo il passaggio dall’impotenza, anche davanti alle “ceneri del diritto internazionale e della giustizia fra i popoli”, alle possibilità di Dio

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Riconoscere i nostri peccati per convertirci è già presagio e testimonianza di risurrezione: significa infatti non fermarci fra le ceneri, ma rialzarci e ricostruire. Allora il Triduo pasquale, che celebreremo al culmine del cammino quaresimale, sprigionerà tutta la sua bellezza e il suo significato.

Per Papa Leone XIV, questo ci chiede la storia e la coscienza di cristiani: chiamare per nome la morte, portarne i segni come la cenere, “ma testimoniare la resurrezione”. Leone lo sottolinea nell’omelia della sua prima Messa con il rito delle Ceneri da Pontefice, questo pomeriggio, 18 febbraio, nella Basilica di Santa Sabina all’Aventino.