Il premier Pedro Sánchez ha compiuto un nuovo passo fondamentale per i diritti sociali della Spagna

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Con una firma a suo modo storica, assieme ai sindacati e alla ministra del Lavoro Yolanda Diaz, ha aumentato di oltre il 3% il salario minimo degli spagnoli, portandolo a 1221 euro al mese per quattordici mensilità.
Mentre qui da noi il governo ha sigillato il salario minimo dentro i cassetti del Parlamento lasciandolo a prendere polvere, Sanchez rilancia ancora, alzandolo a quasi il doppio da quando si è insediato otto anni fa, nel 2018.
E, facendolo, ha dimostrato che non è vero che il salario minimo avrebbe distrutto l’economia, anzi, ha contribuito a rilanciarla a livelli di crescita da “boom economico”, riducendo ai minimi storici la disoccupazione e facendo della Spagna un caso unico in Europa. Il modello spagnolo.
Ha dimostrato che si può conciliare crescita economica e welfare, diritti, dignità. Si chiama socialismo.
Ogni volta che vedo quest’uomo all’opera, questo grande Statista, ogni volta che parla – e agisce di conseguenza – non riesco a non pensare alla abissale differenza politica, umana, di visione, e pure morale rispetto alla Presidente del Consiglio italiana.
Quando un giorno studieranno sui libri di Storia e di economia il “modello Spagna”, ricordiamoci che gli italiani, in quegli stessi anni, votavano e idolatravano una come Giorgia Meloni.