Il primo tirannicidio da remoto

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epa12622671 A handout picture made available by Iran's Supreme Leader Office shows Ayatollah Ali Khamenei greeting a crowd during a ceremony in Tehran, Iran, 03 January 2026. Khamenei commented on the recent protests in Iran, including those by merchants, emphasizing that 'unrest is distinct from protest' and that rioters must be dealt with appropriately. EPA/IRAN'S SUPREME LEADER OFFICE HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

Per la prima volta nella storia la guida suprema di uno stato, Ali Khamanei, è stato ucciso da remoto. Era già accaduto in realtà al leader di al-Quaeda, Ayman alZawairi e ad altri esponenti iraniani, un generale delle forze armate e uno scienziato nucleare

Ma quello di Khamanei è il primo “tirannicidio” compiuto a distanza, tramite la tecnologia avanzata, l‘hackeraggio delle infrastrutture e delle telecamere di sorveglianza stradale, i droni, l’intelligenza artificiale e le armi teleguidate.

I droni sono ormai i nuovi combattenti di prima linea, quasi a confermare il transito verso una radicale disumanizzazione della guerra, frutto in realtà di una più vasta disumanizzazione della vita e delle relazioni.

Qualcuno osserverà il passaggio a un conflitto più preciso, con obbiettivi mirati e minor dispendio di vite umane almeno da parte di chi compie questi atti, non di chi li subisce.

Ma a giudicare poi dal numero di vittime civili e di obbiettivi non militari che vengono colpiti e coinvolti, come ospedali, case, strade e scuole, si ha in realtà una smentita dell’intelligenza delle armi e della precisione chirurgica negli obbiettivi da colpire.

Ma il tema vero che resta, al di là dell’attuale conflitto degli Stati Uniti e Israele contro l’Iran, è la guerra da remoto, la guerra in automatico, compiuta tramite mezzi e dispositivi.

Segna una svolta radicale e difficilmente reversibile, non si può tornare indietro, è molto difficile che accada.

Non c’è più bisogno di squadre speciali, missioni di corpi scelti e nemmeno di intrepidi o folli attentatori per eliminare un uomo di potere, un sovrano, una figura di spicco.

E naturalmente non c’è bisogno di una giustificazione etica per togliere di mezzo il presunto despota; è possibile eliminare da remoto qualunque leader considerato nemico, indipendentemente se sia un tiranno o no.

Il tirannicidio era giustificato in Occidente come una ribellione estrema contro un sovrano che violava le leggi elementari della vita e calpestava la dignità dei sudditi con l’uccisione, la tortura, la violenza e la repressione della libertà. Il sottinteso era che si trattava degli stessi sudditi che si ribellavano al tiranno e non di potenze straniere.

Marcello Veneziani