In Italia i giovani stanno abbandonando sempre più la libera professione

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Secondo il X° Rapporto sulle libere professioni di Confprofessioni, nel 2014 il 65,3% dei professionisti italiani aveva meno di 50 anni; nel 2024 la quota è scesa al 55,2%, con una perdita di ben 10,1 punti percentuali in dieci anni.

Il dato resta leggermente superiore alla media europea, ferma al 53,7%, ma l’Italia è passata dal 7° al 12° posto in Europa per presenza di professionisti under 50. Paesi come:

Lussemburgo (65,7%),
Polonia (65,1%),
Francia (62,7%)

mostrano una capacità molto maggiore di attrarre giovani verso le professioni autonome.

Parallelamente cresce il peso degli over 55: erano il 23,5% nel 2014, sono diventati il 32,1% nel 2024.

La fascia centrale tra 35 e 54 anni, invece, è crollata: dal 59,3% al 50,8%. Nonostante ciò, il numero complessivo dei liberi professionisti rimane elevato: 1 milione e 378 mila nel 2024, contro 1 milione e 281 mila nel 2014, con una crescita del 7,5% nel decennio.

Tuttavia, rispetto al picco del 2019 (1 milione e 427 mila professionisti), si registra una flessione del 3,4%.

I liberi professionisti rappresentano oggi il 27,1% dei 5 milioni e 85 mila lavoratori indipendenti italiani. In pratica, più di un autonomo su quattro esercita una libera professione.

Uno dei principali problemi resta il reddito iniziale. Nel 2023, un professionista under 30 guadagnava mediamente circa 17 mila euro annui, contro oltre 55 mila euro nella fascia 50-60 anni.

Numeri che spiegano bene perché sempre meno giovani italiani scelgano oggi la strada della libera professione: investimenti lunghi, redditi bassi all’inizio e rischio economico sempre più difficile da sostenere.