Industria, il Piemonte vuole giustizia con la Zeta… di “Zes”

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Durante il vertice con i massimi dirigenti di Confindustria Piemonte, il Governatore di centrodestra Alberto Cirio assicura una ripresa economica sempre più robusta (sebbene non confermata dai dati strutturali del sistema produttivo regionale) e ribadisce il proprio impegno presso il Parlamento nazionale e il governo Meloni affinché la Zona economica speciale sia estesa all’area metropolitana di Torino e a parte delle province meridionali di Asti e Alessandria

Tuttavia, le organizzazioni sindacali, a partire dalla segreteria regionale della CISL, manifestano il proprio disappunto sul metodo del coinvolgimento delle parti sociali, chiedendo alla Giunta piemontese pari dignità tra le rappresentanze del lavoro dipendente e quelle datoriali e imprenditoriali, nella definizione delle scelte principali sul sostegno allo sviluppo del Piemonte, un territorio chiamato anzitutto ad arginare i molti focolai di crisi dovuti al calo produttivo dell’automotive e non solo. Sarebbe infatti opportuno evitare il ripetersi di situazioni come quella che, alla vigilia di ferragosto dello scorso anno, portò il centrodestra ad approvare, in clima pre/vacanziero, l’aumento dell’Irpef addizionale gravante soprattutto sui redditi da lavoro dipendente

Da sinistra, l’assessore regionale Tronzano, il Presidente di Confindustria Piemonte, Amalberto, e il presidente della giunta regionale Cirio 

Per intanto, però, la Giunta Cirio ha portato in approvazione unanime, oggi pomeriggio, la delibera legislativa denominata “Cresci Piemonte”, che semplifica – fino sostanzialmente a dimezzarli – i tempi di approvazione dei Piani regolatori generali dei Comuni, a partire da quello capoluogo di Torino dove sindaco è il dirigente del PD Stefano Lo Russo il quale punta, fra un anno, a succedere a se stesso alla guida di Palazzo civico con il beneplacito di Elly Schlein e di un campo largo capace di inglobare un recalcitrante (sotto lo Mole antonelliana) Movimento 5 stelle. Il meccanismo individuato, per ottenere lo snellimento procedurale, è quello del Comitato di copianificazione fra la Regione e il Comune promotore del Prg da approvare, un organismo bilaterale a cui vengono assegnati dei termini perentori per la presentazione di eventuali osservazioni e controdeduzioni.

Stefano Lo Russo, sindaco di Torino che si appresta a concludere il primo mandato con la certezza di vedere approvato il Piano regolatore generale del capoluogo, fermo a quello del predecessore Valentino Castellani del 1996

Il “Cresci Piemonte” nasce, in ottica bipartisan, come provvedimento a tempo determinato, con l’obiettivo di consentire alla regione, intesa come sistema istituzionale e socio economico, di recepire appieno le opportunità e gli strumenti di sostegno tecnico e finanziario dello Stato e dell’Unione Europea, in un ambito come quello delle bonifiche delle aree industriali e produttive dismesse, e di accelerare sulla riqualificazione e rigenerazione di siti a rischio di degrado incentivando l’arrivo di capitali e di investitori.

L’obiettivo, invece non a termine, del Presidente Cirio e del suo Assessore delegato Marco Gallo, è quello di riuscire dove altri Governatori prima di lui hanno fallito, ossia la revisione integrale della legge quadro urbanistica del 1977, scritta in un momento storico non più ripetibile segnato dalla centralità della grande industria massiva dell’auto che imponeva abbondanti disponibilità di aree produttive e di circostanti zone di edilizia residenziale per le famiglie operaie e impiegatizie. Quelli attuali sono invece i tempi dell’aerospazio, delle città universitarie, degli incubatori di start-up, del social housing e di altro ancora simile.

Marco Gallo, assessore piemontese all’urbanistica a capo di un polo civico centrista alleato alla destra regionale 

Cirio ha promesso a Confindustria Piemonte che porterà a Roma e a Bruxelles la specificità di una regione dove purtroppo la deindustrializzazione ha picchiato più duramente che altrove, soprattutto nella manifattura automobilistica, e dove quindi il fabbisogno di uno speciale sostegno, nel settore delle bonifiche delle aree dismesse e degradate, è più urgente della media di altri territori analoghi, per poter riallineare il contesto piemontese ai nastri di partenza in condizioni di parità competitiva con le realtà similari dell’Italia e dell’Europa.

La Zes consente di ottenere facilitazioni fiscali, doganali e amministrative di un certo spessore, oltre alla possibilità di mettere in atto politiche di marketing attrattivo geografico più aggressive. Secondo il presidente della Regione, fedelissimo del Ministro e leader di Forza Italia Antonio Tajani, oggi il Piemonte ha un ritmo di crescita che gli permetterebbe di stare al passo con la vicina Lombardia e quindi di rendere più omogeneo il Nord Ovest. Un conto, però, sono i dati tendenziali e congiunturali del prodotto interno lordo, mentre tutt’altro è l’ampiezza della base del prodotto interno lordo, sia assoluto che pro/capite, delle due regioni messe a confronto. Per non parlare del divario infrastrutturale e del confronto impari fra i rispettivi sistemi stradali e aeroportuali.

Cresci Piemonte, più che il titolo di una legge, dovrebbe essere un auspicio e una esortazione da ripetere ogni santo giorno a chi ha la responsabilità della regione subalpina.

AZ