INFIERIRE SUI CONTRIBUENTI TRACCIABILI NON COMBATTE L’EVASIONE

0
4

L’allarme parte dai territori del profondo Nord, come la provincia di Cuneo, dove dall’inizio del nuovo si stanno moltiplicando i casi di pignoramento sui conti correnti di coloro che, pur avendo aderito a precedenti rottamazioni, non sono riusciti a onorarne tutte le scadenze e si ritrovano adesso con i rapporti bancari bloccati per i prossimi due mesi

Sulla pace fiscale si è consumato l’ennesimo fallimento del Governo Meloni Salvini 

Nel frattempo, come emerge dalle segnalazioni pubbliche di associazioni come Federcontribuenti e di professionisti come l’avvocato Angelo Greco, un provvedimento proposto da Lega e Fratelli d’Italia – per il tramite del Ministro Giancarlo Giorgetti e del Viceministro Maurizio Leo – e inserito nella legge di bilancio per il 2026, autorizzerà Agenzia delle entrate Riscossioni, Ader, a procedere al pignoramento delle fatture elettroniche dei liberi professionisti e dei lavoratori autonomi, aggravandone la crisi di liquidità e creando un pesante danno reputazionale presso i clienti degli stessi. E colpendo soprattutto il ceto medio professionale del Nord dove questi due partiti raccolgono tradizionalmente un ampio consenso

Il Consigliere comunale di Cuneo Vincenzo Pellegrino

Il consigliere comunale centrista del capoluogo cuneese, Vincenzo Pellegrino, di professione geometra, ha recentemente esposto, sulla stampa locale e sui social media, il disagio di un crescente numero di professionisti e di autonomi, quindi titolari di partite Iva, nei confronti di normative fiscali che, con il pretesto di combattere i fenomeni di evasione e di elusione, finiscono con il colpire quasi esclusivamente i contribuenti già di per sé tracciabili, ossia coloro che in precedenza hanno comunque presentato una denuncia dei redditi, ovvero hanno aderito a una o più campagne di rottamazione delle cartelle esattoriali pregresse, epperò si ritrovano ora ingiunti, intimati o perseguiti dall’agenzia delle entrate per non avere potuto onorare tutti i versamenti programmati.

Si tratta di persone fisiche o giuridiche (società) che nulla hanno a che fare con le categorie degli evasori totali o para-totali, ma che il Governo Meloni – il quale coniò ai propri esordi il termine “pizzo di Stato” opponendo allo stesso la promessa mai adempiuta di una vera pace fiscale – ha interesse a inserire nel “calderone” indistinto del contrasto all’evasione; in realtà complicando la vita e l’esistenza di chi è già registrato presso l’amministrazione finanziaria.

Così, mentre da un lato Meloni e Matteo Salvini si vantano di avere introdotto interventi per diluire l’esposizione debitoria dei contribuenti, dall’altro i vertici politici del ministero dell’economia e delle finanze, con il Ministro Giorgetti (Lega) e il Viceministro Leo (fratelli d’Italia), sono intenti ad affinare strumenti sempre nuovi per aggravare la crisi di liquidità dei ceti medi professionali: dopo il blocco bimestrale dei conti correnti, arriva infatti l’autorizzazione all’agenzia delle Entrate a pignorare le fatture elettroniche e a ordinare – secondo i principi del pignoramento presso terzi – ai clienti di autonomi e professionisti il diretto versamento dei corrispettivi sul conto dello Stato. Un intervento per il quale viene stimato un gettito di appena un miliardo di euro, ma che potrebbe avere un danno molto più vasto nell’economia reale delle persone e dei soggetti colpiti, causando un ritmo maggiore nel fenomeno delle cessazioni di attività e della crescita della cosiddetta informalità di sopravvivenza.

Molto probabilmente, chi scrive simili norme ignora il carattere devastante delle conseguenze di tipo reputazionale destinate ad abbattersi sui professionisti interessati. Con buona pace di una destra, come quella Italica, che si professa americanista e trumpiana a parole, ignorando che oltre Atlantico, negli Stati Uniti d’America, viene concessa una seconda possibilità a coloro che hanno subito un fallimento di mercato. Mentre in Italia, l’attuale coalizione di governo, oltre a fare rimpiangere ex ministri del centrosinistra come Ignazio Visco e Pierluigi Bersani, sembra voler fare di tutto per negarla.

Sia chiaro: la norma sul pignoramento delle fatture elettroniche, per poter diventare effettivamente efficace, necessita di essere attuata e specificata da un decreto ministeriale che dovrà essere promulgato dal leghista Giorgetti (e dal meloniano Leo), atteso per la fine di marzo. Nel corso dei prossimi sessanta giorni, avremo pertanto la conferma se, in quanto a pervicacia fiscalista, Meloni sarà riuscita a sconfiggere Prodi; oppure se il centrodestra vorrà ritirare un provvedimento tanto iniquo e pregiudizievole quanto irrisorio sul piano del gettito.

AZ