“La crisi petrolifera del 1973 “portò a provvedimenti di natura monetaria che furono autorevoli e severi. Però bisogna essere convinti che i provvedimenti di natura monetaria non debbano essere gli unici da adottarsi per combattere l’inflazione.
Non si deve delegare la lotta all’inflazione esclusivamente alla sagace esperienza e all’autonomia delle banche centrali. L’inflazione è un’idra dalle sette teste e di conseguenza bisogna combatterla in tante forme. Oggi una delle forme utili e indispensabili per combatterla è l’iniziativa dell’Unione europea”. Lo ha affermato il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, nel suo intervento questa mattina all’università Luiss alla conferenza “La geopolitica economica di Guido Carli”.
“Abbiamo avuto l’Unione europea così decisa, nei mesi più tragici della pandemia, a dare una spinta a tutta l’Europa. Ebbene il Carli europeista, il Carli che porta l’Italia a firmare Maastricht, il Carli che riesce a contribuire al trattato di Maastricht quando è in preparazione, ci ispira a sollecitare dall’Unione europea un nuovo slancio come quello del primo Pnrr – ha detto – perché di fronte all’inflazione ci vogliono misure restrittive, ma anche misure di spinta”.
“Angelo De Mattia ha ricordato nei giorni scorsi, giustamente, il punta-tacco di Carli. Sono tecniche non solo automobilistiche, ma anche possono essere utili sia per le politiche monetarie sia per la indispensabile ripresa dello sviluppo”, ha concluso il numero uno dell’Abi. (fonte immagine: Luiss)



