IPPODROMO CAPRILLI, UNA PRATICA SENZA SENSO TRA CALDO ESTREMO E SOFFERENZA ANIMALE

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si rinnova a Livorno, all’ippodromo Caprilli, una pratica -quella delle corse dei cavalli- che consideriamo non più praticabile e anacronistica, poichè sfrutta il cavallo che viene utilizzato come strumento per il divertimento dell’uomo, per alimentare un giro di interessi economici, a scapito del rispetto dell’animale e della sua sofferenza.
Oggi con caldo estremo e umidità alle stelle non ci sono le condizioni per far correre questi poveri animali. Siamo convinti che tale pratica vada prima o poi abolita. Sappiamo che la sensibilità dell’opinione pubblica e delle giovani generazioni è cambiata, vi è una maggiore canspevolezza della sofferenza e della pericolosità legati agli sport equestri e a tutte le forme di sfruttamento dei cavalli.
Inoltre, sono sempre di più le associazioni che con coerenza e impegno contrastano l’uso dei cavalli nell’ippica, negli sport equestri, nei palii e per attività commerciali e/o agonistiche di qualsiasi tipo.
Il MASAF ha riconosciuto ufficialmente il rischio, emanando una circolare che impone regole per le corse estive. Ma le soglie fissate sono talmente alte da risultare inutili: un compromesso politico che non protegge davvero gli animali. A 110 di indice (30°C + 80% di umidità) il cavallo è già in sofferenza, anche se la normativa non lo dice.E stasera, quell’indice è realtà.
Chi ignora questi dati non è neutrale: è complice dello sfruttamento.
Tre milioni di euro di fondi pubblici sono stati destinati al Caprilli. Tre milioni che avrebbero potuto creare lavoro e manutenzioni per la città. E invece si corre. Si corre anche quando il caldo è insopportabile. Si corre perché fermarsi costa.
Ma il costo vero è quello che non si vede: la sofferenza di un animale che non può scegliere.
Ogni volta che un cavallo entra in pista con 30 gradi e aria satura, qualcuno ha deciso che va bene così. Qualcuno ha firmato, autorizzato, incassato. E qualcuno ha taciuto.
Sappiamo che uno scontro tra pro e contro può spaventare, che la nostra città fa fatica a cambiare e immaginare un futuro diverso, ma chiediamo un minimo di civiltà: fermare questo spettacolo che per i cavalli è pura sofferenza, mettere al centro il benessere dell’animale, comprendere che non è un mezzo da utilizzare a nostro piacimento, ma è un essere vivente e ha diritto ad una vita secondo la sua natura.
La strada per l’abolizione per pratiche che sfruttano il cavallo è ancora lunga, ma non è più possibile ignorare il problema, far finta di nulla, negare, buttare la discussione su pro-contro sindaco, cosa che per noi ha poco senso.
Segnaliamo l’importante iniziativa di oggi pomeriggio del Gruppo Antispecista Livornese davanti ai cancelli dell’ippodromo Caprilli , invitiamo tutti i cittadini sensibili a partecipare attivamente.