Con la nomina di Mojtaba Khamenei a nuovo leader supremo dell’Iran, gli Stati Uniti e Israele hanno fallito nel loro obiettivo di un cambio di regime.
Lo ha sottolineato in un’intervista con PBS News Hour, ripresa dal Guardian, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi spiegando di non credere che Stati Uniti e Israele abbiano una conclusione realistica e che ora stanno solo seminando il caos.
“Pensavano che, nel giro di due o tre giorni, avrebbero potuto ottenere un cambio di regime, una vittoria rapida e netta, ma hanno fallito… non sono riusciti a raggiungere i loro obiettivi all’inizio, e ora, dopo 10 giorni, penso che siano senza meta”, ha detto Araghchi.
“Questo non è il nostro piano”, ha poi aggiunto riguardo alla fiammata dei prezzi dell’oro nero: “La produzione di petrolio, il trasporto di greggio, sono stati rallentati o interrotti non per colpa nostra, ma a causa degli attacchi e delle aggressioni di israeliani e americani contro di noi. Hanno reso l’intera regione insicura.
Ed è per questo che le petroliere e le navi hanno paura di attraversare lo Stretto di Hormuz che non abbiamo chiuso. Non abbiamo impedito loro di navigare in quello stretto.
Ma questo è il risultato dell’aggressione di israeliani e americani, che ha reso l’intera regione insicura e instabile”.
“Siamo di fronte a un atto di aggressione, che è assolutamente illegale. E quello che stiamo facendo è un atto di autodifesa, che è legale e legittimo. Abbiamo già avvertito tutti nella regione che, se gli Stati Uniti ci attaccano, poiché non possiamo raggiungere il suolo americano, dobbiamo attaccare le loro basi nella regione, le loro strutture, le loro installazioni, i loro beni”, ha proseguito il ministro iraniano.



