ITALIAN NETWORK: “BASTA ALLARMISMI SULLA TASSAZIONE DELLE PENSIONI EUROPEE IN ALBANIA”

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“Il Paese delle Aquile resta una delle location più vantaggiose per la delocalizzazione del proprio reddito previdenziale”

Roberto Laera leader di Italian network 

(Fonte: ufficio stampa Italian Network) Negli ultimi giorni stiamo ricevendo numerose richieste e segnalazioni da parte di cittadini pensionati – italiani e stranieri – preoccupati in merito a presunti cambiamenti fiscali in Albania e in merito a voci che parlerebbero di una possibile tassazione delle pensioni. Alcuni allarmismi fanno riferimento a: nuove imposte sui pensionati residenti; controlli retroattivi; perdita delle agevolazioni fiscali; rischi di doppia imposizione con l’Italia.

Facciamo pertanto chiarezza una volta per tutte, sulla base della legge e dei documenti ufficiali, a partire dal quadro normativo. Dal primo gennaio 2024 è in vigore in Albania la legge 29/2023 in materia di “Imposta sul Reddito”, che ha riformato il sistema fiscale rendendolo più moderno e allineato agli standard internazionali.

Questa legge non ha introdotto alcuna tassa sulle pensioni. Anzi: ha confermato l’esenzione delle pensioni e ha rafforzato i controlli sulla residenza fiscale reale, rendendo più strutturato il rilascio del Certificato di Residenza Fiscale.

Le pensioni non sono tassate in Albania, indipendentemente dalla loro origine, e questo vale per le pensioni albanesi e per quelle estere facenti capo a INPS, casse private e fondi esteri.

Relativamente quindi alle pensioni italiane derivanti da Inps e da fondi privati, se il pensionato è residente fiscale in Albania, e possiede il Certificato di Residenza Fiscale rilasciato dall’Autorità albanese, continuerà a non pagare imposte né in Albania né in Italia, in applicazione della Convenzione contro le doppie imposizioni.

Il certificato è il documento/chiave che consente di bloccare le ritenute in Italia, di dimostrare la corretta residenza fiscale, di evitare contestazioni.

La sola unica eccezione riguarda le pensioni pubbliche degli ex dipendenti pubblici (insegnanti, militari, funzionari statali): in tal caso, la tassazione resta nello Stato che eroga la pensione.

La Dichiarazione dei redditi non è obbligatoria per i pensionati, se il pensionato percepisce esclusivamente la pensione albanese o la pensione estera. La dichiarazione in Albania è richiesta solo se esistono altri redditi come affitti, attività economiche, dividendi o interessi.

Le preoccupazioni degli ultimi giorni derivano principalmente da interpretazioni errate della nuova legge, confusione tra controlli sulla residenza e nuove imposte, comunicazioni incomplete o non ufficiali, casi isolati di soggetti formalmente residenti ma non realmente presenti in Albania.

I controlli non colpiscono i pensionati regolari, ma chi non vive realmente in Albania, non può dimostrare la presenza effettiva, utilizza la residenza solo “sulla carta”.

Il Certificato di Residenza Fiscale viene rilasciato annualmente, attesta che il soggetto è residente fiscale in Albania, è riconosciuto dalle Autorità estere, Italia compresa, ed è il principale strumento di tutela del pensionato.

Nei casi recenti verificati, l’Amministrazione fiscale albanese ha confermato la validità del regime, rilasciando regolarmente i certificati per il 2025. In conclusione, la situazione resta stabile e sotto controllo: nessuna nuova tassa sulle pensioni, nessuna modifica sfavorevole per i pensionati residenti, quadro normativo chiaro e applicato, convenzioni internazionali pienamente operative.

L’Albania continua a essere uno dei Paesi più favorevoli in Europa per i pensionati, purché la residenza sia reale, documentata e correttamente gestita.