Questo giallo racchiude un mondo che non ti aspetti, personaggi che non sono ciò che sembrano, comportamenti inattesi, situazioni non prevedibili e, soprattutto, una dicotomia che è un paradosso: individui fragili e deboli rivelarsi forti e vincere su altri che appaiono cattivissimamente furbi, malvagi ed invincibili.
E poi anche qualcuno che nonostante il ruolo che occupa fa cose poco belle ed intelligenti…
Un piccolo scuolabus giallo del Kansas che trasporta otto bambine sordomute e le loro due insegnanti viene preso in ostaggio da tre uomini pericolosi appena evasi di prigione e rifugiatisi in un macello abbandonato: Louis Jeremiah Handy, Shepard Wilcox e Ray “Sonny” Bonner. Il capo degli evasi, il pluriomicida Lou Handy, annuncia che ucciderà ogni ora un ostaggio, dei dieci nelle sue mani, se le sue richieste non saranno soddisfatte. Con una serie di trattative estenuanti Arthur Potter, agente dell’FBI incaricato di negoziare il rilascio, ingaggia con il sadico Handy una partita psicologica all’ultimo respiro, nel corso di lunghe, tese e spasmodiche 12 ore (tutto il romanzo si svolge dalle 8.30 alle 3 del mattino del giorno dopo, a motivo di un inaspettato finale che obbliga il prolungamento delle vicende!).
Potter è un negoziatore esperto ed intelligente e cerca di immedesimarsi nel pericoloso assassino, fino a pensare con la sua testa… forse basterà, ma forse ha sottovalutato o non considerato qualcosa; fatto è che rischierà la sua stessa vita dopo aver perso quella di un suo collega ed amico per comportamenti imprudenti, considerata la forza dell’avversario.
Le lunghe trattative ingaggiate danno vita ad una partita a scacchi, in cui i pezzi perduti sono esseri umani: tutto calcolato, sia dai rapitori sia dal nostro agente Potter e dalla sua squadra; pure, le finalità di ciascuno, che crede di essere più bravo e di aver capito l’altro, si rivelano errori che costeranno altri morti; anche quando tutto sembra finito: gli ostaggi liberati, i ricattatori arrestati e le forze dell’ordine sembra abbiano in mano il controllo della difficile situazione. Però la vera tragedia deve ancora arrivare…
Il mattatoio non è stato scelto a caso dai rapitori e ricattatori, ma per uno specifico e “danaroso” scopo; il “silenzio” che spesso regnerà in quelle ore di lunghe trattative non è soltanto privo di suoni e di rumori ma sarà anche “assordante” perché non è dato conoscere i pensieri, le paure e le parole delle rapite chiuse nel loro forzato sordomutismo.
Ciò nonostante, alcuni fatti e azioni avvengono grazie a quegli esseri indifesi, che riescono in parte ad essere liberate grazie a sofisticate trattative ed in parte a fuggire, grazie al coraggio ed all’intraprendenza di una di esse, Melanie.
Il Times ha definito Deaver “il più grande scrittore di thriller dei giorni nostri”, e francamente questo è un giudizio che non si allontana molto dalla realtà da noi conosciuta, per alcune caratteristiche narrative e caratteriali dei suoi personaggi, oltre che per una trama sofisticatamente intrigata e ben narrata, che trova le sue origini in profonde emozioni e sentire umani, con le debolezze (e la forza, quando occorre) che vincono circostanze più che avverse, con motivazioni e sensibilità apparentemente difficili da trovare nella vita di tutti i giorni.
Questo bel romanzo è uno dei primi scritti da questo autore, che lo ha pubblicato per la prima volta nel 1995. Jeffery Deaver ha studiato da avvocato, ma da tempo si dedica alla narrativa.
Vive a New York ed in Virginia ed è considerato il degno erede del grande Thomas Harris. Ha venduto oltre 30 milioni di copie dei suoi libri nel mondo ed è tradotto in 150 lingue. Lo conosciamo da tempo anche per “Il collezionista di ossa”, un bel film tratto da un suo libro, “bravissimamente” interpretato da Denzel Washington nei panni di un investigatore tetraplegico.
Franco Cortese Notizie in un click




