A cominciare da La cruna dell’ago (1978) ambientato nella II guerra mondiale, quasi tutti i primi dei 38 romanzi di Ken Follett raccontano vicende che si svolgono nel secolo XX. Ultimamente però le sue narrazioni ci portano in epoche lontane: questa volta, addirittura, siamo nell’anno 2500 prima dell’era comune
Vi si descrive sostanzialmente l’ampliamento e la crescita del grande monumento di Stonehenge (pietra sospesa), il più celebre e imponente cromlech («circolo di pietra» in bretone) composto da un insieme circolare di colossali massi eretti (megaliti), storicamente costruito a partire dal 3000 a.C. nella piana di Salisbury da antiche comunità di agricoltori del Neolitico, arrivate in Gran Bretagna attraverso una lunga migrazione dall’Europa continentale (analisi genetiche e archeologiche hanno provato che questi costruttori discendevano da popolazioni originarie dell’Anatolia – Turchia).
I protagonisti principali sono un giovane ed abile cavatore di selce con un dono, Seft, e la sua nuova famiglia – creata dopo aver abbandonato padre e fratelli, maneschi e violenti – che vivono nella Grande Pianura che ospita quel monumento storico ancora oggi ricco di misteri.
A grandi linee questa è anche la storia di tre grandi comunità dei nostri antenati, con i loro problemi legati al variare delle condizioni meteorologiche ed alle stagioni, alle difficoltà del lavoro e, soprattutto, alle passioni umane: i coltivatori, i pastori e gli abitanti dei boschi, spesso in guerra tra loro per oggettive difficoltà di coesistenza o più egoistiche velleità di potere.
Seft, convinto che crudeltà genera crudeltà e violenza genera violenza, sceglie di vivere in una famiglia di pastori, che lo accoglie amorevolmente: la vedova Ani, una delle sagge e rispettate del villaggio, ed i suoi tre figli, Neen (che sposerà), il giovane forte Han e la giovanissima Joia.
Una grande famiglia serena e felice, che solo con grande fatica supererà tutte le difficoltà. Han sposerà Pia, mentre Joia, molto attratta dal grande tempio, ne spierà, diventando poi una di loro e quindi la loro rispettata guida, le sacerdotesse.
Intanto, il monumento – parte in pietra e parte in legno – viene parzialmente distrutto per invidia e gelosia dal “grande uomo” Troon, capo dei coltivatori, un Trump del Neolitico, convinto che la forza, la violenza e il potere meritano rispetto e obbedienza.
Joia invece abbraccia come scelta di vita la cura e la ricostruzione del sito che, tramite le sacerdotesse, riunisce a raccolta, periodicamente, tutti i popoli della grande pianura, ricordando loro che fanno parte di una più grande comunità.
Soprattutto, però, esse sono addette a preservare le conoscenze di tutti gli eventi che accadono sulla terra – relazionandoli con quelli del sole e della luna per meglio indirizzare le azioni quotidiane degli uomini -, conservare e tramandare le conoscenze acquisite e armonizzare pastori, agricoltori e boscaioli con i naturali eventi delle varie stagioni, dalla caccia alla semina, dal raccolto all’allevamento del bestiame, ma soprattutto per attuare al meglio la convivenza tra uomini, animali e natura.
Come sempre succede, però, le debolezze delle passioni umane prenderanno il sopravvento, soprattutto a causa di Troon e dei suoi figli, che compiranno omicidi e stragi, che infine condurranno alla loro stessa estinzione. Le grandi sfide per la costruzione del monumento verranno praticamente risolte dall’autorevolezza di Joia e dal dono speciale di Sept, che troverà tutte le soluzioni ai problemi e agli imprevisti per prelevare dalle colline, spostare, trasportare, modellare ed erigere quegli enormi megaliti e formare quel tempio che ancora oggi ammiriamo.
Sono tante le piccole storie, gli aneddoti che fanno da collante a questo romanzo, ognuno dei quali ha il suo aspetto positivo e negativo, creando gioia o dolore, amore o sofferenza e per ognuno dei quali il lettore si sentirà coinvolto e partecipe in una scorrevole lettura.
Ken Follett ha venduto198milioni di copie dei suoi romanzi in tutto il mondo ed è tradotto in 40 lingue, diventando uno degli autori più amati. Vive in Inghilterra con la moglie, cinque figli e tre labrador.



