Kim Jong elogia truppe all’estero schierate con Mosca

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Russian President Vladimir Putin (R) meets with North Korea's leader Kim Jong Un in Vladivostok, Russia April 25, 2019. Sputnik/Alexei Nikolsky/Kremlin via REUTERS ATTENTION EDITORS - THIS IMAGE WAS PROVIDED BY A THIRD PARTY.

Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha elogiato, in un messaggio di Capodanno ai soldati, le truppe che combattono in “una terra straniera”, sottolineando l’alleanza di Pyongyang con la Russia. Lo riferiscono i media di Stato

Senza citare l’Ucraina, Kim si è rivolto a personale di quelle che l’agenzia ufficiale Kcna definisce “unità operative all’estero”, congratulandosi per la “eroica” difesa dell’onore nazionale e invitandoli a “essere coraggiosi”.

“Mentre tutto il Paese è avvolto nell’atmosfera festosa del nuovo anno, sento ancora di più la vostra mancanza, voi che combattete con coraggio sui campi di battaglia in una terra straniera anche in questo momento, fedeli all’ordine della vostra patria”, ha detto Kim. “Dietro di voi ci sono Pyongyang e Mosca”, ha aggiunto.

Secondo i servizi d’intelligence sudcoreani e occidentali, la Corea del Nord ha inviato migliaia di soldati a sostegno della guerra russa in Ucraina, ormai vicina al quarto anno. Le stime di Seul parlano di almeno 600 morti e di migliaia di feriti.

Analisti ritengono che, in cambio, Pyongyang stia ricevendo aiuti finanziari, tecnologia militare e forniture di cibo ed energia da Mosca.

L’intelligence sudcoreana sostiene inoltre che ai soldati nordcoreani venga ordinato di togliersi la vita piuttosto che farsi catturare.

Kim ha lodato i militari per aver rafforzato la “invincibile alleanza” con la Russia e li ha esortati a combattere “per il fraterno popolo russo”.

Due prigionieri di guerra nordcoreani detenuti dall’Ucraina hanno scritto di sperare di iniziare “una nuova vita” in Corea del Sud, secondo una lettera visionata dall’AFP a dicembre.

In precedenza, era emerso che i due uomini, catturati da Kiev nel gennaio 2025 dopo essere rimasti feriti al fronte, stavano valutando la defezione verso Sud.

Nella lettera, i due ringraziano chi si sta impegnando per loro “per averci incoraggiato e per aver visto questa situazione non come una tragedia ma come l’inizio di una nuova vita”.

“Siamo fermamente convinti di non essere mai soli e pensiamo alle persone in Corea del Sud come ai nostri genitori e ai nostri fratelli e sorelle, e abbiamo deciso di andare fra le loro braccia”.