KOSOVO, BENZINA SOPRA QUOTA 1,3 EURO AL LITRO: “RISERVE SUFFICIENTI”

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Parla il rappresentante nazionale dei petrolieri: “Le tensioni provenienti dal Medio Oriente si stanno manifestando con un impatto ridimensionato, confidiamo che le ostilità siano presto superate da un accordo di pace stabile ma i listini nel nostro Paese restano i più bassi nell’insieme della macro regione dei Balcani occidentali”

(Fonte: Ekonomia On-line) A seguito dell’operazione militare degli Stati Uniti d’America e dello Stato di Israele per rovesciare la dittatura teocratica di Teheran, e delle conseguenti tensioni nello stretto mercantile di Hormuz, le pressioni inflattive non stanno risparmiando il Kosovo e si stanno facendo sentire sul prezzo dei carburanti al dettaglio alle stazioni di servizio. Tuttavia, alcune sostanziali rassicurazioni arrivano dal Presidente dell’Associazione nazionale dei petrolieri, Fadil Berjani, secondo il quale “non esiste motivo di cedere al panico, poiché il Kosovo dispone di una quantità capiente di carburanti. I listini nel nostro Paese sono stabili, poiché un litro di gasolio, che prima costava 1 euro e 23 centesimi, ora costa 1 euro e 35, mentre la benzina da 1 e 24 è salita a 1 e 34 al litro, facendo prevalere un clima di stabilità in corso da tre mesi”.

Fadil Berjani, presidente dell’associazione dei petrolieri del Kosovo 

Certamente “la guerra in Iran, le crescenti escalation e il rischio di interruzioni nella catena della produzione e degli approvvigionamenti, in relazione allo scenario dello Stretto di Hormuz fondamentale per l’arrivo del petrolio sui mercati occidentali, stanno influenzando un’area più ampia di cui fa parte il Kosovo. Centinaia di navi attraversavano questo corridoio ogni giorno, mentre adesso non ne passano più di quattro o cinque al giorno, in condizioni pericolose – ha aggiunto Berjani – Tuttavia, i cittadini non hanno motivo di farsi prendere dalle apprensioni, dal momento che a livello nazionale disponiamo di abbastanza carburante. A ogni modo, speriamo che si raggiunga un accordo di pace e che il mercato petrolifero globale si stabilizzi, ma va precisato fin d’ora che i nostri cittadini vengono attualmente riforniti ai prezzi più bassi della regione balcanica”.