Gli attivisti di Animal Equality affrontano la Commissione di Ursula von der Leyen con gabbie e prove di sofferenza a Bruxelles
Bruxelles – La Commissione europea sta affrontando nuove pressioni dopo aver fallito nel realizzare la riforma sul benessere degli animali promessa anni fa, mentre gli attivisti di Animal Equality hanno organizzato un’azione di grande impatto davanti alla sua sede centrale a Bruxelles per denunciare la realtà degli animali ancora confinati in gabbie in tutta Europa.
L’azione fa parte della campagna “UE: i vostri ritardi, la loro sofferenza”, che denuncia la continua inazione della Commissione nonostante i chiari impegni assunti per porre fine all’uso delle gabbie e le numerose dichiarazioni riguardo l’urgenza di porre fine all’uccisione sistematica dei pulcini maschi nell’industria delle uova.
La Commissione europea è oggi sotto pressione pubblica diretta a seguito di un’azione davanti alla sua sede principale, dove gli attivisti di Animal Equality hanno installato gabbie di gestazione per le scrofe, esposto uno striscione di 10 metri e con un impianto sonoro ha riprodotto le grida degli animali confinati in gabbia, mandando un messaggio chiaro ai decisori politici: la sofferenza degli animali non può essere ignorata, queste sono le conseguenze dei loro continui ritardi.
La protesta punta direttamente il dito contro il fallimento della Commissione europea – sotto la guida della presidente Ursula von der Leyen – e la responsabilità del commissario per la Salute e il benessere degli animali, Olivér Várhelyi, incaricato di presentare la riforma legislativa, nonché l’influenza decisiva del commissario per l’Agricoltura e l’alimentazione, Christophe Hansen, il cui ruolo è fondamentale nel definire la portata, il calendario e l’ambizione di qualsiasi cambiamento che interessi il settore zootecnico.
L’azione è stata concepita per portare all’istituzione e ai leader politici responsabili le prove ed evidenze di ciò che l’industria cerca di nascondere: crudeltà e sofferenza che coinvolgono milioni di animali in Europa. Con il messaggio “UE: i vostri ritardi, la loro sofferenza”, la campagna chiarisce che i ritardi non sono questioni amministrative neutre, ma scelte politiche con conseguenze reali.
Nell’ambito della strategia “Farm to fork” e in seguito alla campagna “End the Cage Age”, la Commissione europea si è impegnata a rivedere la legislazione sul benessere degli animali, eliminando gradualmente le gabbie e affrontando la questione dell’uccisione dei pulcini maschi attraverso una legge vincolante.
Tali impegni non sono stati rispettati. Al contrario, la proposta legislativa è stata ripetutamente rinviata, sollevando preoccupazioni che la riforma vincolante possa essere sostituita da strategie non legislative che lasciano gli animali confinati e senza protezione.
L’azione di Bruxelles segna l’inizio di una fase di intensificazione della campagna “UE: i vostri ritardi, la loro sofferenza”, volta a ritenere responsabili la presidente Ursula von der Leyen e il commissario Olivér Várhelyi in vista della revisione legislativa prevista per il 2026.
Animal Equality sottolinea che questi mesi saranno cruciali per evitare che la futura legislazione venga resa insignificante da strategie non vincolanti, ritardi o eccezioni che perpetuano la sofferenza di milioni di animali. Per questo ha inviato una lettera aperta alla Commissione che invita l’istituzione a:
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Porre fine all’uso delle gabbie in tutta l’UE, senza eccezioni;
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Vietare esplicitamente l’uccisione dei pulcini maschi;
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Presentare una revisione completa e vincolante della legislazione sul benessere degli animali nel 2026.
Il testo ricorda che la Commissione si è impegnata a rivedere la legislazione sul benessere degli animali per allinearla alle prove scientifiche, ampliarne la portata e garantire un livello di protezione più elevato; e che, a seguito dell’iniziativa dei cittadini europei “End the Cage Age”, la Commissione ha assunto un chiaro impegno a eliminare le gabbie. Questi impegni sono stati ribaditi in questa legislatura ed è stato avviato il processo di revisione della legislazione, compresa l’uccisione sistematica dei pulcini maschi nell’industria delle uova.
Tuttavia, Animal Equality avverte che questo mandato è ora a rischio.
“Non si tratta di una richiesta da prendere in considerazione in futuro. È una richiesta di responsabilità politica. L’Unione europea deve scegliere ora: difendere gli animali e rispettare i suoi cittadini, o tradire entrambi continuando ancora una volta a non agire”, afferma Matteo Cupi, vicepresidente di Animal Equality for Europe.



