LA FORMA DELLO SPAZIO MARINELLA SENATORE PER LE COLLEZIONI DI FONDAZIONE CARIVERONA E UNICREDIT

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Mostra a cura di Jessica Bianchera, Luca Bochicchio, Monica Molteni

VERONA
Fondazione Cariverona, via Forti 3/A e UniCredit, via Garibaldi 1

11 ottobre 2026 – 30 agosto 2027


Un progetto di Fondazione Cariverona e UniCredit in collaborazione con Museo del Contemporaneo UniVr e Urbs Picta

Ha inaugurato a Verona La forma dello spazio. Marinella Senatore per le collezioni di Fondazione Cariverona e UniCredit, il nuovo progetto espositivo promosso dalle due istituzioni, realizzato in collaborazione con il Museo del Contemporaneo dell’Università di Verona e Urbs Picta, a cura di Jessica Bianchera, Luca Bochicchio e Monica Molteni, visitabile fino al 30 agosto 2027 nelle rispettive sedi di via Forti 3/A e via Garibaldi 1.

La mostra è stata aperta al pubblico ieri sera nell’ambito di ArtVerona, con una serata inaugurale accompagnata dalla performance musicale di Marta De Pascalis, compositrice e sintetista romana di base a Berlino, a cura di Path Festival.

Al centro della mostra una serie di interrogativi sul rapporto tra spazio, comunità e paesaggio: quale forma assume uno spazio quando viene abitato da una pluralità di voci? In che modo comunità e paesaggio si producono e si trasformano reciprocamente? E come possiamo rendere visibili quelle relazioni che, pur rimanendo sottese, determinano il modo in cui i luoghi vengono costruiti, vissuti e continuamente trasformati? Da queste domande prende forma il percorso espositivo, che nasce dalla commissione a Marinella Senatore, tra le più autorevoli artiste italiane sulla scena internazionale, di realizzare un’installazione ispirata al linguaggio delle luminarie per la sede istituzionale di Fondazione Cariverona, in via Forti.

We Rise by Lifting Others (2026) è il nuovo monumentale candelabro luminoso che trasforma il cortile dello storico palazzo in una piazza pubblica, spazio della parola, dell’incontro e della collettività. Le frasi che attraversano l’opera introducono uno slittamento dello sguardo, suggerendo che non esiste paesaggio senza relazione, ogni voce modifica il coro e nuove forme di vicinanza richiedono nuove parole per essere immaginate.

Affiancano la nuova installazione due grandi arazzi, sempre realizzati da Marinella Senatore con il titolo The Theatre of Commons (2026), uno per gli spazi di Fondazione Cariverona e uno presso UniCredit, concepiti in continuità con i temi e i processi partecipativi che attraversano l’intero percorso.

La pratica artistica di Senatore, da sempre orientata alla partecipazione, alla costruzione di comunità e all’accesso condiviso alla cultura, vista come strumento di produzione di conoscenza, incontra in modo naturale i valori che guidano l’azione di Fondazione Cariverona: l’attenzione alle persone e ai territori, il sostegno alle giovani generazioni, la promozione della partecipazione culturale e la costruzione di contesti inclusivi capaci di generare relazioni, opportunità e senso di appartenenza.

Il progetto si sviluppa proprio a partire da questi temi, proponendo una riflessione sullo spazio pubblico come luogo di incontro, dialogo e cittadinanza attiva. Parole, riflessioni e racconti, raccolti attraverso un percorso di coinvolgimento della comunità studentesca dell’Università di Verona, contribuiscono alla costruzione delle nuove opere.

La nuova commissione nasce, dunque, come occasione per interrogare il rapporto tra cultura e comunità, esplorando il modo in cui luoghi, persone e memorie possano contribuire alla costruzione di nuove forme di convivenza e di immaginazione sociale. In questa prospettiva il progetto intende valorizzare la pluralità delle voci che abitano il territorio, riconoscendo nella cultura uno spazio aperto di confronto e di crescita collettiva, che mette al centro, coerentemente con la cifra stilistica di Senatore, il valore delle esperienze individuali e delle narrazioni collettive.

Dichiara l’artista: «Per me lo spazio non è mai un contenitore neutro: prende forma attraverso le persone che lo attraversano, le relazioni che vi si costruiscono e le voci che riesce ad accogliere. In questo progetto ho voluto lavorare proprio su questa dimensione, trasformando luoghi istituzionali in spazi di incontro, immaginazione e possibilità condivisa. La luce, le parole e i ricami diventano così dispositivi capaci di attivare nuove relazioni e di rendere visibile una comunità temporanea, plurale e in continua trasformazione».

L’intervento di Marinella Senatore, rappresentata dalla galleria Mazzoleni, anch’essa coinvolta nell’iniziativa, costituisce il fulcro di un più ampio progetto di riallestimento delle due sedi veronesi di via Forti e via Garibaldi promosso congiuntamente da Fondazione Cariverona e UniCredit, espressione di una collaborazione che da anni vede le due istituzioni impegnate nella valorizzazione dell’arte come strumento di dialogo, crescita culturale e relazione con il territorio. Le opere provenienti dalle rispettive collezioni dialogano, quindi, con le opere dell’artista per costruire una riflessione attorno ai temi della comunità, della memoria, del paesaggio culturale e delle forme contemporanee della convivenza, evidenziando una visione condivisa del patrimonio artistico come bene comune e come occasione di incontro tra persone, luoghi e storie.

In Fondazione Cariverona troviamo opere come la Donna che nuota sott’acqua (1941-42 ca.) di Arturo Martini, accanto ad alcune immagini più contemporanee della serie Home to go (2001) di Adrian Paci, Umumalayika (2009) di Martina Bacigalupo e Il monte analogo (2005) di Sandrine Nicoletta; e ancora, la Mappa del mondo “per andare via” (2002-2009) di Piero Pizzi Cannella apre il viaggio intorno al mondo che dalla Serie Ex Magazzini Generali (2005) di Gabriele Basilico ci porta alla Versailles (1985) di Luigi Ghirri, passando per le vedute di Vanessa Beecroft dell’Aeroporto JFK di New York (2004) e le accecanti luci e insegne di Tokyo (1999) e Las Vegas (2002) di Francesco Jodice. Sul fronte della ritrattistica il dialogo si muove senza soluzione di continuità dal 1600 al 2015, passando per Umberto Boccioni, Massimo Campigli e Angelo Dall’Oca Bianca, per citarne solo alcuni. Nella sede UniCredit tre artiste contemporanee dialogano con l’arazzo di Senatore: Silvia Camporesi con un’opera senza titolo né data, Maria Friberg con belonging (2011) e Minjung Kim con Pieno di vuoto (2006).

Il programma pubblico, che accompagna il progetto con incontri, attività e momenti di approfondimento rivolti a pubblici differenti, con particolare attenzione ai giovani, alle scuole e alle realtà attive sul territorio, intende ampliare le occasioni di accesso alla cultura e favorire la partecipazione diretta delle comunità ai processi di produzione e condivisione del sapere. Questa dimensione partecipativa costituisce uno degli elementi fondanti del progetto e riflette uno degli impegni cardine di Fondazione Cariverona degli ultimi anni, che si configura come luogo di incontro tra ricerca, formazione, innovazione culturale e responsabilità sociale.

Il progetto rafforza ulteriormente anche la collaborazione con l’Università degli Studi di Verona, sviluppata negli ultimi anni attraverso numerosi progetti culturali e di valorizzazione del patrimonio contemporaneo. L’iniziativa, infatti, oltre al coinvolgimento diretto di studentesse e studenti dell’Ateneo veronese, si avvale del contributo scientifico e curatoriale di Monica Molteni, direttrice scientifica del Museo del Contemporaneo UniVr, e di Luca Bochicchio, curatore senior del Museo, entrambi docenti dell’Ateneo, insieme a Jessica Bianchera, che dal 2020 idea e coordina per Fondazione Cariverona i progetti dedicati all’arte contemporanea.

I curatori commentano così il concept del progetto: «La forma dello spazio non coincide con la sua architettura. Non è la misura delle sue superfici, né il disegno dei suoi confini. È ciò che prende forma quando uno spazio viene attraversato, abitato, condiviso.

Così, ogni luogo è il risultato di una trama di relazioni che lo modifica continuamente: i corpi che lo percorrono, le parole che vi risuonano, le memorie che vi si depositano, i gesti che lo rendono riconoscibile come spazio comune.

In questo senso, lo spazio non è dato a priori, ma può essere considerato come il risultato di un processo; non precede la comunità, ma ne è una delle manifestazioni più visibili.

Le opere riunite in mostra interrogano questa possibilità da prospettive differenti.

Corpi, paesaggi, architetture, ritratti, gesti quotidiani e immagini dell’infanzia restituiscono un’idea plurale di comunità, mostrando come ogni spazio sia sempre il prodotto di una negoziazione continua tra presenze, differenze e appartenenze. La forma dello spazio emerge così come una costruzione collettiva, aperta, mai definitiva».

Prosegue Bruno Giordano, Presidente di Fondazione Cariverona: «Questo progetto interpreta in modo molto preciso il senso che attribuiamo oggi al nostro ruolo: custodire un patrimonio significa soprattutto mantenerlo vivo, metterlo in relazione con il presente e farne una risorsa capace di aprire nuove possibilità per le persone e per i territori.

È qui che riconosciamo una forte consonanza con il lavoro di Marinella Senatore: nella convinzione che l’arte non sia soltanto qualcosa da osservare, ma possa diventare un’esperienza da abitare e condividere, capace di mettere in relazione voci diverse, attivare partecipazione e rafforzare il senso di comunità.

Valorizzare una collezione, per Fondazione, significa creare le condizioni perché possa continuare a produrre significato e cambiamento. Significa aprire luoghi e opere a nuovi sguardi, coinvolgere le giovani generazioni, rendere uno spazio istituzionale anche uno spazio di incontro e fare della cultura uno strumento concreto di crescita collettiva.

È questo l’impatto che cerchiamo: non soltanto conservare ciò che abbiamo ricevuto, ma rimetterlo in circolo perché possa interrogare il nostro tempo, generare nuove relazioni e contribuire a dare forma al futuro delle nostre comunità».

Conclude Francesco Mario Iannella, Regional Manager Nord Est di UniCredit: «La forma dello spazio testimonia il valore della collaborazione tra UniCredit e Fondazione Cariverona nella promozione di iniziative culturali capaci di generare impatto positivo sui territori.

Il progetto, attraverso le opere di Marinella Senatore e il dialogo con le collezioni delle due istituzioni, offre una riflessione sullo spazio pubblico come luogo di relazione, partecipazione e costruzione della comunità.

In coerenza con il nostro impegno a favore della valorizzazione culturale e dell’inclusione, siamo orgogliosi di mettere a disposizione della cittadinanza le opere della UniCredit Art Collection e gli spazi della nostra sede di Verona Garibaldi, contribuendo a creare occasioni di incontro, confronto e crescita condivisa».

La mostra nella sede di Fondazione Cariverona è visitabile, con ingresso gratuito, tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 17.00 dall’11 ottobre fino all’8 novembre 2026, per poi restare aperta ogni prima domenica del mese con il medesimo orario fino al 30 agosto 2027 (in settimana sarà disponibile la visita per scolaresche e gruppi su prenotazione). Negli spazi di UniCredit è visitabile, sempre gratuitamente, dal lunedì al venerdì dalle ore 8.20 alle 13.13 e dalle 14.30 alle 16.00.