«La frase “Tutti amiamo il nostro Paese” mi si strozza in gola, perché di questi tempi il nostro Paese non è facile da amare

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Mi costa dirlo, ma oggi amare il nostro Paese è un poco come il coniuge maltrattato che dice di amare il suo aguzzino.
Non posso amare un Paese che scatena guerre stupide, disumane e folli, che uccidono migliaia di innocenti e di riflesso provocano morte e sofferenza ad altri milioni di persone.
Non posso amare un Paese che toglie l’assistenza sanitaria a milioni di persone e usa quei soldi per arricchire i compari di Trump, Epstein, eccetera.
Non posso amare un Paese che invia milizie mascherate a sparare ai cittadini per la strada, a torturare i nostri vicini e separare le famiglie.
Non posso amare un Paese che ha un tiranno razzista, misogino e xenofobo al comando.
E lasciatemi dire questo: io non posso amare un Paese che ha alla guida Donald Trump e un congresso composto da leccapiedi. Certo, per buona parte della mia vita questo Paese l’ho amato. Gli Stati Uniti d’America hanno accolto i miei avi arrivati qui da emigranti, dando a me, alla mia famiglia e a tutti noi eccezionali opportunità e straordinarie libertà.
Io voglio tornare ad amare il mio Paese. Io rivoglio il mio amato Paese.
Ecco perché mi schiero con il Comitato per il Primo Emendamento e con voi, con tutti voi insieme dobbiamo sollevarci, dobbiamo cantare, continuare a organizzarci e tornare a innamorarci.»
Così Robert De Niro al durante il concerto-protesta “Rise Up, Sing Out” organizzato per la difesa del Primo Emendamento e dei diritti costituzionali.