La stazione Concordia in Antartide, è stata inaugurata l’ICE MEMORY, la prima biblioteca mondiale di carote di ghiaccio (sezioni di ghiaccio estratte dai ghiacciai che conservano la storia dell’atmosfera e del clima del passato).
In una caverna scavata nel ghiaccio dell’altopiano antartico, dove la temperatura media naturale si aggira attorno ai −50 °C, iniziano ora a essere conservati campioni provenienti dai ghiacciai di tutti i continenti. Questo luogo diventa così un archivio fisico della memoria del pianeta, pensato per durare secoli senza bisogno di elettricità o refrigerazione artificiale.
I primi campioni arrivano dalle Alpi, dalle Ande, dalle isole Svalbard nel Mare della Groenlandia, dal Caucaso e dai monti Pamir in Tagikistan. Sono ghiacciai che si stanno ritirando rapidamente e che, con la loro fusione, stanno cancellando informazioni ambientali uniche. Ogni carota contiene bolle d’aria antica, polveri, aerosol, tracce di eruzioni, incendi e attività umane, una registrazione diretta dell’atmosfera del passato.
Uno studio scientifico recente pubblicato su Nature mostra che lo scioglimento globale dei ghiacciai raggiungerà un picco intorno al 2040. Dopo quella data il ritmo calerà, non tanto perchè il riscaldamento globale rallenterà ma perché molti ghiacciai semplicemente non esisteranno più. Le Alpi, in particolare, si stanno riscaldando a una velocità circa doppia rispetto alla media globale, rendendo l’Europa una delle aree dove questa perdita di memoria avanza più rapidamente.
Per questo la raccolta delle carote di ghiaccio è diventata una vera corsa contro il tempo, da compiere prima che l’acqua di fusione penetri negli strati e ne cancelli le informazioni.


