La Santa Sede propone alla Fraternità San Pio X di avviare un dialogo teologico

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Questa mattina l’incontro in Vaticano tra il prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede Fernández, e il superiore della FSSPX, Pagliarani, a seguito dei contatti avviati dopo l’annuncio della Fraternità a inizio febbraio di consacrare nuovi vescovi. In una nota, firmata dal cardinale, si riferisce della proposta di “un percorso di dialogo specificamente teologico” e della richiesta di sospendere le ordinazioni che implicherebbe “una decisiva rottura della comunione ecclesiale”

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

Un incontro “cordiale” e “sincero”, svoltosi con il “beneplacito” di Papa Leone XIV, caratterizzato dalla proposta di avviare “un dialogo specificamente teologico” e concluso con una chiara raccomandazione: che la Fraternità San Pio X sospenda la decisione delle ordinazioni episcopali annunciate perché questo “implicherebbe una decisiva rottura della comunione ecclesiale (scisma) con gravi conseguenze per la Fraternità nel suo insieme”.

Si è svolto oggi, 12 febbraio, il dialogo tra il prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, il cardinale Víctor Manuel Fernández, e don Davide Pagliarani, superiore generale della FSSPX, la fraternità sacerdotale più comunemente nota come lefebvriani dal nome del vescovo Marcel Lefebrvre che istituì l’associazione negli anni ’70 in contrasto con le riforme del Concilio Vaticano II.

LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO DEL DICASTERO PER LA DOTTRINA DELLA FEDE

L’incontro con il cardinale argentino era stato annunciato lo scorso 4 febbraio quale primo concreto frutto di “contatti” tra Santa Sede e FSSPX mirati ad “evitare strappi o soluzioni unilaterali rispetto alle problematiche emerse”. Lo sottolineava, quest’ultimo passaggio, una nota della Sala Stampa della Santa Sede pubblicata invece il 3 febbraio, all’indomani dell’annuncio da parte della Fraternità di prossime consacrazioni episcopali.

Era stato lo stesso Pagliarani, nel contesto di una cerimonia celebrata nel seminario della FSSPX a Flavigny-sur-Ozerain, in Francia, a comunicare che avrebbe affidato ai due vescovi della comunità, lo spagnolo Alfonso de Gallareta e lo svizzero Bernard Fellay, il compito di “procedere a nuove consacrazioni episcopali” il 1° luglio prossimo, senza l’approvazione del Papa.

Un gesto che avrebbe replicato quello del 30 giugno 1988 quando monsignor Lefebvre ordinò quattro vescovi incorrendo nella scomunica latae sententiae. Due dei quattro erano gli stessi Fellay e de Gallareta. Nel comunicato del superiore generale di inizio febbraio si faceva riferimento ad una lettera inviata alla Santa Sede in cui si esprimeva “la necessità particolare della Fraternità di assicurare la continuità del ministero dei propri vescovi” e si sottolineava che fino a quel momento da Roma non era giunta alcuna risposta.