C’era un tempo in cui la scuola profumava di gesso, quaderni e matite temperate.
Banchi di formica, lavagna nera, cartina dell’Italia appesa al muro e quel silenzio che arrivava appena entrava la maestra.
Niente tablet, niente registro elettronico, niente smartphone. Solo libri, penne e quel banco che, per qualche anno, diventava un piccolo pezzo della nostra vita.



