Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, ha lanciato un forte monito durante la 2026 Annual Global Risk Lecture intitolata “Technology, fragmentation and the new uncertainty”, organizzata dalla Johns Hopkins University a Bologna, in onore di Robert Mundell: l’intelligenza artificiale (IA) rappresenta un’opportunità storica per rilanciare la produttività globale, ma la crescente frammentazione geopolitica e commerciale rischia di vanificarla, portando a un “autolesionismo economico”.
Il Global Risks Report (spesso associato a presentazioni o lecture annuali) è un rapporto fondamentale pubblicato annualmente dal World Economic Forum in collaborazione con Marsh McLennan e Zurich Insurance Group. Analizza le principali minacce globali—economiche, ambientali, geopolitiche, sociali e tecnologiche—basandosi su indagini condotte tra esperti e leader mondiali.
Secondo Lagarde, stime recenti indicano che l’IA potrebbe aumentare la crescita annuale della produttività fino a 1,5 punti percentuali, un balzo non visto dall’inizio del XX secolo.
Al contrario, una grave frammentazione dei mercati potrebbe ridurre la produzione globale fino al 7% del PIL in un decennio, equivalente alle economie combinate di Germania e Giappone. In un contesto di invecchiamento demografico, crescenti esigenze di investimento e spazio fiscale limitato nei paesi avanzati, la scelta tra questi due scenari è cruciale.
La presidente Bce ha paragonato la situazione attuale agli anni ’20 del Novecento, quando la frammentazione danneggiò l’economia nonostante i progressi tecnologici. Oggi, l’IA sta rilanciando il commercio di merci proprio mentre tensioni geopolitiche, restrizioni sui dati e standard divergenti minacciano di interromperlo.
“La dipendenza della tecnologia dall’integrazione globale è così profonda che la frammentazione inizierebbe a eroderla quasi immediatamente”, ha sottolineato Lagarde. “Più l’IA diventa centrale per la crescita mondiale, più la frammentazione geopolitica diventa sistematicamente costosa”.



