Un esperto Brush condivide consigli, curiosità e buone pratiche per prendersi cura dell’igiene orale e fare prevenzione ogni giorno, partendo dai gesti più semplici e dalla tavola
La prevenzione è il primo e vero alleato della salute orale: piccoli gesti quotidiani, se corretti e costanti, permettono infatti di mantenere denti e gengive in salute nel tempo e di ridurre il rischio di interventi più complessi e invasivi. In quest’ottica, l’igiene orale non si esaurisce nello spazzolamento, ma passa anche da scelte consapevoli e buone abitudini, che cambiano nel corso della vita, della giornata e in base alle esigenze individuali.
In occasione dell’inaugurazione del nuovo studio di Milano (via Lentasio 1, Zona Missori), Brush, il gruppo di studi odontoiatrici che mette al centro la prevenzione e il benessere dei pazienti, con il supporto del Dott. Sebastian Lalinde, Igienista dentale e Coordinatore del Team Igiene Dentale di Brush, condivide una serie di consigli, curiosità e informazioni utili per prendersi cura della propria igiene orale e fare prevenzione. Dall’alimentazione alle routine di pulizia, dagli errori più comuni agli strumenti giusti da scegliere, ecco una guida pratica per proteggere il sorriso ogni giorno.
Cibi amici e cibi nemici: sì a verdura, frutta e latticini. No a vino e agrumi
La salute di denti e gengive passa anche dalla tavola. Tra i “cibi amici” dell’igiene orale rientrano frutta e verdura croccante, che stimolano la salivazione (tra le difese naturali più efficaci contro i batteri) e svolgono una lieve azione di “pulizia” meccanica sulle superfici dentali, massaggiando al tempo stesso le gengive; latticini e formaggi stagionati, che aiutano la remineralizzazione dello smalto e a riequilibrare il pH della bocca dopo i pasti grazie all’elevato contenuto di calcio e fosforo; tè verde, mirtilli e cioccolato fondente (almeno al 70%), che sono ricchi di polifenoli dall’azione antinfiammatoria e antibatterica.
Al contrario, tra i cibi che possono mettere alla prova l’igiene orale ci sono dolciumi e zuccheri (presenti anche in cibi salati confezionati, come le patatine), che nutrono i batteri della placca; l’alcol, che riduce la produzione di saliva e rende la bocca più vulnerabile; e bevande zuccherate e gassate, che combinano zuccheri e acidità in un mix particolarmente aggressivo per lo smalto.
Quest’ultimo può essere rovinato progressivamente anche da cibi e bevande molto acidi (come agrumi o vino), soprattutto se consumati frequentemente o lontano dai pasti. Infine, bevande scure (come caffè, tè nero o vino rosso), frutti ricchi di pigmenti (come il melograno) o salse molto colorate possono macchiare i denti: meglio bere un bicchiere d’acqua dopo il consumo per ridurre residui e pigmentazioni e, quando possibile, utilizzare una cannuccia.
“Una menzione a parte merita la frutta secca a guscio, alimento salutare che nasconde un’insidia poco nota: i residui, che possono aderire con facilità agli spazi interdentali e alle superfici masticanti.
Questi, se non rimossi correttamente, possono fermentare e diventare sorprendentemente cariogeni, talvolta più degli zuccheri semplici, perché più difficili da eliminare con la sola saliva”, aggiunge il Dott. Sebastian Lalinde, Igienista dentale e Coordinatore del Team Igiene Dentale di Brush.
Routine mattutina e serale: stessi strumenti, obiettivi diversi
Le routine di igiene orale del mattino e della sera rispondono a esigenze diverse e, per essere davvero efficaci, andrebbero gestite con qualche accortezza specifica. Al mattino, l’obiettivo principale è rimuovere i batteri accumulati durante la notte e preparare la bocca alla giornata: durante il sonno, infatti, la produzione di saliva diminuisce e il pH orale si abbassa, creando un ambiente più favorevole alla proliferazione batterica.
Per questo motivo è consigliabile lavare i denti prima di fare colazione, così da eliminare la placca e proteggere lo smalto prima di assumere cibi o bevande acide. Dopo colazione, è sufficiente sciacquare la bocca con acqua, un gesto semplice che aiuta a rimuovere eventuali residui e a riequilibrare il pH senza stressare lo smalto.
La sera, invece, la pulizia deve essere più accurata e completa, perché durante la notte la salivazione si riduce, rendendo denti e gengive più vulnerabili. Via libera quindi a spazzolamento, pulizia degli spazi interdentali con filo o scovolino e detersione della lingua.
Abitudini apparentemente innocue: lavarsi i denti subito dopo i pasti
Alcune abitudini quotidiane, spesso considerate segni di attenzione all’igiene orale, possono rivelarsi controproducenti se ripetute nel tempo. Un esempio comune è spazzolare i denti con troppa forza o utilizzare uno spazzolino dalle setole troppo dure: la pressione eccessiva può consumare progressivamente lo smalto e favorire la recessione gengivale, meglio puntare sulla tecnica, anziché sull’energia.
Anche l’uso abituale dello stuzzicadenti è sconsigliato, perché può traumatizzare le gengive e spingere i residui di cibo ancora più in profondità negli spazi interdentali; per una pulizia efficace e sicura, è sempre preferibile ricorrere a filo interdentale o scovolini.
Un altro errore frequente riguarda il momento dello spazzolamento dopo i pasti. Lavarsi i denti subito dopo aver consumato cibi o bevande acide può aumentare il rischio di erosione dello smalto, che in quella fase è temporaneamente più vulnerabile. Buona pratica è attendere almeno 20–30 minuti prima di usare lo spazzolino e, nell’attesa, sciacquare la bocca con acqua o masticare un chewing gum senza zucchero e con xilitolo, che aiuta a stimolare la salivazione e a riequilibrare il pH.
Pulizia della lingua: il gesto che completa davvero l’igiene orale
La pulizia della lingua è una parte dell’igiene orale spesso trascurata, ma che riveste un ruolo importante nel mantenere l’equilibrio della bocca e prevenire problemi comuni come alito cattivo e accumulo di batteri. La sua superficie, naturalmente rugosa, tende infatti a trattenere residui di cibo, cellule morte, microrganismi e batteri, che nel tempo possono formare la tipica patina biancastra visibile soprattutto al risveglio. Il metodo più efficace per pulire la lingua è utilizzare un puliscilingua o nettalingua, uno strumento semplice ma specifico, da usare con movimenti delicati dalla base verso la punta, una o due volte al giorno, preferibilmente al mattino. In alternativa, è possibile utilizzare anche lo spazzolino, purché con estrema delicatezza, per evitare irritazioni o il riflesso del vomito.
Igiene orale: una questione di età e di esigenze
Le esigenze della bocca cambiano nel tempo. Nei primi anni di vita, l’obiettivo principale è creare buone abitudini: lo spazzolamento dovrebbe iniziare già dal primo dentino, utilizzando uno spazzolino piccolo e a setole morbide. Fino ai 6–7 anni è fondamentale che i genitori aiutino o supervisionino la pulizia, utilizzando un dentifricio al fluoro in quantità adeguata all’età. Da adulti, la priorità diventa mantenere la salute orale nel lungo periodo, prevenendo carie, gengiviti e accumulo di tartaro attraverso una routine efficace, controlli e sedute di igiene professionale regolari. Con l’avanzare dell’età possono emergere nuove sfide, come minore manualità, secchezza orale o presenza di protesi e problemi gengivali cronici: in questi casi è utile scegliere spazzolini con manici ergonomici e prodotti delicati, seguendo indicazioni precise per la pulizia di eventuali protesi e impianti. Un’attenzione particolare è richiesta in caso di apparecchi ortodontici fissi o impianti dentali, perché la pulizia risulta più complessa e il rischio di accumulo di placca aumenta. Con l’apparecchio è importante rimuovere accuratamente i residui intorno ad attacchi e fili, utilizzando spazzolini specifici, scovolini e filo interdentale con inseritore. Gli impianti, pur non essendo soggetti a carie, possono invece andare incontro a infiammazioni se non puliti correttamente: servono quindi strumenti dedicati e controlli più frequenti con l’igienista dentale.
“In generale, una buona igiene orale quotidiana parte da pochi strumenti indispensabili, usati correttamente. Il dentifricio, per esempio, deve contenere fluoro, che rinforza lo smalto e aiuta a prevenire le carie: per gli adulti, è consigliata una concentrazione tra 1000 e 1450 ppm, indicata in etichetta con diciture come sodium fluoride o amine fluoride. In alternativa, esistono dentifrici a base di idrossiapatite, un minerale biocompatibile con azione remineralizzante”, spiega il Dott. Sebastian Lalinde. “Completano la routine quotidiana filo, scovolino e collutorio, da usare alla fine del lavaggio per potenziarne l’effetto e lasciare agire i principi attivi. Gli strumenti per la pulizia interdentale vanno scelti in base alla morfologia degli spazi interdentali e alla situazione della bocca. Il filo è ideale per chi ha spazi stretti e denti ben allineati ed è particolarmente utile per rimuovere la placca soprattutto sotto il punto di contatto tra due denti. Lo scovolino è invece più indicato in caso di spazi interdentali più ampi, di apparecchi ortodontici, ponti, impianti dentali o di recessioni gengivali. In molti casi però l’uno non esclude l’altro: dove la forma e la posizione dei denti lo permettono, possono e dovrebbero essere usati insieme, ognuno nei punti dove risulta più efficace”.



