Molti mi stanno chiedendo quando la diminuzione delle ore di luce inizierà davvero a incidere sulle temperature, soprattutto sulle minime notturne. Dopo il solstizio d’estate le giornate iniziano già ad accorciarsi, ma tra fine luglio e inizio agosto siamo ancora nel cuore termico dell’estate mediterranea. Il sole resta alto, le giornate sono ancora lunghe, il mare ha accumulato molto calore e suolo, città, asfalto e cemento continuano a restituire energia anche dopo il tramonto.
Per questo, anche se perdiamo minuti di luce giorno dopo giorno, l’effetto sulle temperature minime resta spesso poco percepibile nella prima parte di agosto, soprattutto durante le rimonte anticicloniche, con aria calda in quota, umidità elevata e vento debole. Il cambiamento diventa più concreto in genere dalla terza decade di agosto.
A quel punto le notti sono più lunghe, il sole cala prima, l’irraggiamento notturno ha più tempo per agire e, in presenza di cielo sereno, aria più secca e vento debole, le minime possono iniziare a scendere meglio, soprattutto nelle aree interne e lontane dal mare. Questo non significa automaticamente “fine del caldo”, significa che l’atmosfera comincia lentamente a perdere uno dei suoi alleati estivi più forti, la durata della luce. Le ondate di caldo possono ancora arrivare, ma iniziano a fare più fatica a mantenere notti molto pesanti per molti giorni consecutivi, almeno dove il ricambio d’aria riesce a entrare.
La luce diminuisce subito ma gli effetti veri sulle minime arrivano più avanti e spesso è dalla terza decade di agosto che le notti iniziano davvero a respirare meglio.



