Raid massicci, vittime civili, panico nelle strade. Un’escalation militare di questa portata è semplicemente inaccettabile, specialmente in una fragile tregua come quella attuale.
L’offensiva condotta dal governo guidato da Benjamin Netanyahu sta riportando il conflitto a un livello di pericolosità estrema.
Colpire in pochi minuti decine e decine di obiettivi in aree densamente popolate significa alimentare una spirale fuori controllo, che rischia di incendiare definitivamente l’intera regione.
Fermare questa deriva è un dovere della comunità internazionale. E lo è anche per l’Italia.
Il Governo italiano non può continuare a limitarsi a dichiarazioni timide o ambigue: serve una presa di posizione chiara, forte, immediata. Serve dire con nettezza che l’escalation va fermata ora.
Condannare questa escalation non significa schierarsi contro un popolo, ma difendere il diritto internazionale, la vita dei civili e la stabilità globale. Il tempo delle ambiguità è finito. L’Italia faccia sentire la propria voce.



