Italia sopra la media mondiale. Lo rivela una nuova ricerca di Climate Central condotta in 1.338 principali città analizzate nel mondo. Colpevole il cambiamento climatico
La quantità di sonno persa a causa delle temperature elevate e attribuibile al cambiamento climatico è almeno raddoppiata dall’inizio degli anni Settanta. Lo rivela una nuova ricerca di Climate Central condotta in 1.338 principali città analizzate nel mondo.
L’analisi mostra inoltre che, negli ultimi cinque anni, una persona media a livello globale ha perso quasi 56 ore di sonno all’anno a causa delle alte temperature. Più del 10% di questa perdita di sonno è attribuibile al cambiamento climatico, causato principalmente dalla combustione di combustibili fossili come carbone, petrolio e gas, nonché dalla deforestazione.
L’Italia si colloca al di sopra della media mondiale: a Milano il 20% della perdita di sonno è attribuibile al cambiamento climatico, pari a 7 ore all’anno; a Torino la quota è del 19% (6 ore), a Palermo del 18% (8 ore), a Roma del 14% (5 ore) e, infine, a Napoli del 12% (6 ore).
“Un sonno di qualità è fondamentale per la salute e il benessere. Il cambiamento climatico- si legge nella nota di Climate Central- sta aumentando le temperature notturne in tutto il mondo, compromettendo il sonno e causando una serie di gravi effetti sulla salute fisica e mentale”.
LA SITUAZIONE A LIVELLO MONDIALE
A livello globale, “le persone che vivono nelle città del Medio Oriente hanno registrato i livelli più elevati di perdita di sonno attribuibile al cambiamento climatico nel periodo 2020-2025. Nelle città di Arabia Saudita, Oman ed Emirati Arabi Uniti, la perdita annuale di sonno dovuta all’aumento delle temperature notturne è stata compresa tra 55 e 87 ore, di cui 12-16 ore direttamente attribuibili al cambiamento climatico.
Perdite di sonno attribuibili al cambiamento climatico sono risultate elevate anche in altre aree già caratterizzate da un clima molto caldo. Le persone dell’India meridionale e di diversi Paesi del Sud-est asiatico hanno perso tra 78 e 91 ore di sonno all’anno a causa delle temperature notturne più elevate, di cui circa 8-9 ore attribuibili al cambiamento climatico. Analogamente- spiega la nota- in alcune città dell’Africa occidentale, tra cui città di Niger, Nigeria e Burkina Faso, le persone hanno perso 65 ore di sonno o più all’anno, di cui circa 10-11 ore legate al cambiamento climatico”.
GLI ADULTI NECESSITANO DI ALMENO 7-9 ORE DI SONNO PER NOTTE
“Gli adulti hanno bisogno di dormire tra le 7 e le 9 ore per notte per mantenere uno stato di salute ottimale. L’aumento delle temperature notturne compromette il sonno umano, con effetti più marcati tra i residenti dei Paesi a basso reddito, gli anziani e le donne. Dormire meno di sette ore per notte è associato a una riduzione della funzionalità del sistema immunitario e delle prestazioni, oltre a un aumento di errori, dolore e incidenti. Se la scarsa qualità del sonno persiste nel tempo, è associata ad aumento di peso, diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari e a un maggiore rischio di morte”, spiega Courtney Howard, medico d’urgenza, presidente della Global Climate and Health Alliance e presidente eletta della Canadian Medical Association.
“Poiché il cambiamento climatico rende le notti calde sempre più frequenti e intense– avverte- le alterazioni del sonno devono essere riconosciute come una crescente minaccia sia per la salute pubblica sia per la produttività umana. Questi risultati rafforzano la necessità di adottare misure di adattamento che affrontino le disuguaglianze e di ridurre con urgenza le emissioni di gas serra per proteggere la salute e la prosperità”.
Questa analisi, conclude Kristina Dahl, vicepresidente per la Scienza di Climate Central, “mostra come il cambiamento climatico si traduca in un numero misurabile di ore di sonno perse dalle persone in tutto il mondo. Combinando le più recenti conoscenze della scienza dell’attribuzione climatica con le ricerche sugli effetti del caldo sul sonno, siamo ora in grado di quantificare una conseguenza nascosta ma in crescita dell’aumento delle temperature. In oltre 1.300 città, il cambiamento climatico ha almeno raddoppiato la perdita di sonno legata alle temperature rispetto all’inizio degli anni Settanta, dimostrando che gli effetti del riscaldamento causato dai combustibili fossili vanno ben oltre gli eventi meteorologici estremi e compromettono uno dei requisiti più fondamentali per la salute umana”.
fonte: https://www.dire.it/



