L’era di Roberto Cingolani alla guida di Leonardo sembra essere giunta al capolinea. A determinare la rottura definitiva con la Presidenza del Consiglio sarebbe stata la gestione del progetto “Michelangelo Dome”, una nuova tecnologia di difesa aerea presentata a fine novembre.
Quella che è stata percepita come una “fuga in avanti” dell’Amministratore Delegato avrebbe creato forte imbarazzo a Giorgia Meloni nei rapporti con i partner europei, incrinando irreparabilmente la fiducia verso il manager.
La decisione di sostituire il vertice del colosso della difesa è ormai considerata certa negli ambienti di governo, proprio mentre l’esecutivo si appresta a definire le liste per le partecipate di Stato. Sulla questione è intervenuto anche il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha cercato di riportare il dibattito su binari tecnici:
“Non è la politica che giudica l’operato, sono i numeri e i mercati”, ha dichiarato alla Camera, sottolineando comunque la stima per il lavoro svolto da Cingolani negli ultimi tre anni.



