Leone XIV: prego Maria per chi soffre nel mondo e per i cristiani perseguitati

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Al termine dell’Angelus a Castel Gandolfo il Papa ha rivolto un’invocazione alla Vergine ricordando i popoli della Terra Santa, quello ucraino e russo e la gente della Colombia colpita dal terremoto dei giorni scorsi

La piccola Castel Gandolfo nel giorno della solennità dell’Assunta diventa assieme al Papa teatro di una preghiera quasi “urbi et orbi”. Leone XIV, dopo la Messa presieduta oggi, 15 agosto, nella parrocchia di San Tommaso da Villanova, ripercorre i pochi metri verso il Palazzo apostolico e a mezzogiorno riappare sulla soglia della residenza papale con il cuore che intende arrivare a tutte le comunità civili che, dice, “vivono in contesti difficili”, affidandole alla Madonna.

Oggi desidero invocare la sua materna intercessione a nome di quelle comunità che hanno particolarmente bisogno di essere consolate e di continuare a sperare. Penso ai fratelli e alle sorelle della Terra Santa, che è per eccellenza anche la Terra di Maria. Penso al popolo ucraino e al popolo russo, entrambi legati da filiale devozione alla Santa Madre di Dio.

La Vergine assunta nella gloria del cielo, sottolinea Leone XIV, “è per tutto il popolo di Dio segno di speranza e di consolazione” e per questo aggiunge:

Mi unisco a queste comunità e a tutte quelle che vivono in contesti difficili, e insieme con loro invoco: “Santa Maria, prega per noi!”.

Oltre ai saluti alla folla, l’auspicio col quale il Papa chiude l’Angelus, dando appuntamento a quello domenicale di domani, è perché tutti possano “vivere un tempo di riposo, per ritemprare il corpo e lo spirito, anche con qualche buona lettura e a contatto con la natura”.