L’idroelettrico accende l’export energetico albanese

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Le favorevoli condizioni climatiche, nel senso dell’intensificazione dei valori pluviometrici nella prima parte dell’anno, hanno favorito l’aumento dei livelli di produzione di elettricità da quella che è la fonte rinnovabile per eccellenza del Paese delle Aquile, ossia l’acqua dei corsi d’acqua e degli invasi gestiti dalle idro/centrali, impianti la cui modernizzazione ha concorso alla maggiore produttività tecnologica. Nel contesto di una diversificazione del portafoglio energetico, l’oro blu si conferma pertanto come la componente con il peso specifico più elevato

(Fonte: rivista Monitor) Nel corso del primo quadrimestre del 2026, la società statale Kesh ha incassato 33,1 milioni di euro dalla vendita di energia elettrica, grazie all’apporto della componente idroelettrica che ha migliorato la produzione interna creando le premesse per collocare una significativa eccedenza sui mercati esteri regionali. Nel periodo fra gennaio e aprile sono stati commercializzati 456.945 megawattora, per un valore totale di 27,65 milioni di euro Iva esclusa.

Febbraio, in particolare, è stato il mese che ha registrato il maggior volume di esportazioni, con 223.894 megawattora conferiti sul mercato e con ricavi ammontati a 13,52 milioni di euro. Il prezzo medio di vendita, per il periodo quadrimestrale considerato, è stato di 60,51 euro per MWh, con il valore più alto ad aprile dove il picco è stato di 77,43 euro per unità di misura.

L’aumento delle vendite nel mercato energetico si è verificato in un momento in cui la produzione idroelettrica ha beneficiato delle portate d’acqua della cascata Drini e di una situazione idrologica più favorevole nel Paese, sebbene per altri settori, a partire dall’agricoltura, ciò si sia purtroppo tradotto in danni da inondazioni. Nello stesso periodo, secondo i dati pubblicati da Kesh, gli acquisti di energia sono stati limitati al solo mese di gennaio. I dati sulle prestazioni produttive e commerciali di Kesh arrivano in un momento in cui la produzione energetica nazionale si affida in misura crescente a operatori privati e concessionari nel segmento fotovoltaico e adesso anche eolico, che svolge un ruolo supplementare. I processi di liberalizzazione hanno tuttavia portato i titolari di concessioni, che si traducono spesso in nuovi e maggiori investimenti esteri diretti da parte di primarie compagnie dell’Unione Europea e degli Stati Uniti d’America, a esprimere poco più del 50 per cento della complessiva produzione interna, con benefici per i bilanci pubblici e per la mitigazione delle bollette delle famiglie e del segmento delle micro e piccole imprese.