L’inazione non paga, la risposta della Russia è diventata indifferibile

0
5

L’operazione nord americana in Venezuela ha creato nel presidente Trump un delirio di onnipotenza e la sensazione di poter sfidare e sopraffare i suoi avversari uno per l’altro.

Inoltre lo stesso presidente si è avventurato in dichiarazioni minacciose contro la Russia, fatte in maniera improvvisata ma rivelatrici

Con il successivo sequestro della petroliera russa nell’Atlantico, dopo un inseguimento durato vari giorni in acque internazionali, da parte di unità navali della Marina USA, nonostante la presenza di un sottomarino russo, gli Stati Uniti hanno dato il segnale di una linea rossa superata da Washington nei confronti della Russia.

Poco prima Trump aveva dichiarato la sua decisione di attaccare la Russia direttamente se questo sarà necessario per ristabilire la supremazia unilaterale USA.

Il messaggio è stato recepito da Mosca e queste dichiarazioni non vengono sottovalutate dalla leadership russa che, in silenzio, ha iniziato a sua volta i preparativi di truppe e la predisposizione dei protocolli di guerra e sistemi missilistici, come risulta dalle osservazioni satellitari.

Il segnale di Trump azzera i tentativi di dialogo e le possibili intese con la Russia come operazioni di propaganda e diversivo per celare le reali strategie messe in atto dagli USA. Questo deve aver fatto suonare l’allarme nel Cremlino che non può sottovalutare i segnali che provengono dalle azioni e provocazioni degli USA.

Non ci sono reazioni verbali dirette da parte Russa ma di certo è suonata la sveglia per Putin che non potrebbe mantenere ancora una inazione di fronte a queste provocazioni fatte da Washington. Non reagire sarebbe più costoso che agire di conseguenza e la Russia non può permettersi di far erodere il suo margine di dissuasione, il vero fattore chiave. La negazione occidentale non spegne i conflitti ma li rinvia nel tempo.

D’altra parte l’economia è quella che decide quanto tempo possa resistere il sistema economico e industriale russo all’assedio occidentale. Il tempo non è un fattore neutrale ma incide nelle decisioni. Ci sono indici di sofferenza causati dalle sanzioni e dall’assedio a cui la Russia è sottoposta da parte occidentale.

Non si tratta di evitare il conflitto ma di restaurare la credibilità di fronte agli attacchi occidentali. La funzione dell’apparato militare russo è quello di far capire al nemico che la Russia non accetta che gli vengono addebitati costi senza conseguenze.

Ogni giorno di pressione economica e militare senza reazione aumenta l’argomento interno che la pazienza non fortifica ma debilita chi la subisce.

Putin è sensibile agli umori della sua opinione pubblica interna che richiede risposte decise alle provocazioni anglo USA e dell’Europa.

La risposta di una grande potenza non cerca risultati visibili ma deve inviare un messaggio. Negoziare senza risposta non convince l’avversario mentre la risposta simmetrica è quella che riesce a spostare su un altro terreno diversificato il conflitto.

L’assenza di dichiarazioni magniloquenti indica calma, non debolezza e suggerisce una prossima reazione.

Quando la forza della dissuasione viene messa in forse, allora una potenza come la Russia si prepara alla sua contromossa decisiva. Questo si ricava anche dala Storia passata della Russia e non solo dalle aspettative dei suoi nemici.
Oggi il conflitto in cui si trova la Russia con l’Occidente è arrivato a questo punto e la risposta è diventata indifferibile.

Minerva Wolf