La tensione si allarga ai Balcani
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha telefonato alla sua omologa bulgara, Velislava Petrova, contestando duramente la decisione di Sofia di consentire l’utilizzo della base aerea di Bezmer da parte di velivoli militari statunitensi destinati a sostenere eventuali operazioni contro l’Iran.
Teheran ha definito la scelta “condannabile, inaccettabile e contraria alle tradizionali relazioni amichevoli tra i due Paesi”, chiedendo alla Bulgaria di rivedere immediatamente la propria posizione.
Il passaggio più significativo è però quello finale: “Qualsiasi parte che partecipi in qualsiasi modo a un attacco militare contro l’Iran deve accettare la responsabilità delle conseguenze.”
Un messaggio che suona come un avvertimento rivolto non solo alla Bulgaria, ma a tutti gli Stati che potrebbero mettere basi, infrastrutture o supporto logistico a disposizione degli Stati Uniti.
Da parte sua, Sofia ha cercato di raffreddare i toni: la ministra Petrova ha dichiarato che la Bulgaria non intende partecipare alla guerra. Il problema è che, nelle crisi internazionali, la differenza tra “partecipare direttamente” e “offrire supporto logistico” spesso diventa molto sottile. Ed è proprio su questo confine che l’Iran sembra aver deciso di lanciare il suo avvertimento.
Don Chisciotte



