La longevità non è più una promessa futura: è un cambiamento già in atto. Non riguarda soltanto quanti anni potremo vivere, ma il modo in cui viviamo, lavoriamo, ci curiamo, ci relazioniamo e costruiamo il nostro futuro
Se ne parla al Vatican Longevity Summit, in programma il 25 e 26 maggio a Roma, dove il professor Suresh I. S. Rattan — tra i padri della gerontoscienza contemporanea — porterà una riflessione destinata a ribaltare molte convinzioni diffuse sul rapporto tra salute, età e qualità della vita.
“Una prospettiva che cambia radicalmente il modo in cui interpretiamo la vita quotidiana. Lo stress, infatti, non sarebbe necessariamente un nemico da eliminare, ma — se moderato e controllato — uno stimolo capace di rafforzare la resilienza biologica dell’organismo.
È il principio dell’ormesi: piccole dosi di “stress buono” possono attivare risposte adattative benefiche. L’esercizio fisico, l’impegno mentale, il digiuno controllato, il freddo moderato o persino le relazioni sociali e la curiosità intellettuale diventano così strumenti che aiutano il corpo a mantenersi più dinamico e reattivo nel tempo.



