M5s, a Milano la kermesse per incoronare Conte. Il paragrafo sugli aiuti a Kiev agita il campolargo

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C’è una frase che sintetizza lo sforzo di Giuseppe Conte e del Movimento 5 stelle per tenere insieme la volontà di un’alleanza elettorale di centrosinistra con le posizioni – non di rado, molto divergenti – dei partiti che la comporrebbero, soprattutto del Partito Democratico, su alcuni temi-chiave.

La frase è contenuta nel paragrafo 17 (intitolato “L’Italia ripudia la guerra”) del documento programmatico che viene sottoposto al voto degli iscritti a “Nova”, l’evento dei 5 Stelle a Milano a partire dalle 14 di venerdì 18 e fino alle 14 di domenica 20, che poi farà da biglietto da visita per il negoziato con i partner della coalizione.

“Continuare a inviare armi significa allontanare la pace”: questo il passaggio cruciale, in cui di fatto si sconfessa la politica italiana ed europea finora portata avanti sulla guerra in Ucraina. Ma è una formula di compromesso, meno netta di quanto ci si potesse aspettare, nella quale il Movimento non indica una scadenza precisa, non pone un aut aut al Pd, pur continuando a tenere ferma la posizione (che Conte ribadisce, di fatto, da quasi tutta la durata della guerra), dopo il primo iniziale sì all’invio di armi a Kiev concesso al governo Draghi.

Venti paragrafi tematici, sul fronte mediorientale “riconoscere lo Stato della Palestina”

Ci sono volute 13 ore per mettere a punto, nel Consiglio nazionale M5S di giovedì, i 20 paragrafi tematici, suddivisi a loro volta in vari punti programmatici, da sottoporre alla consultazione on line a conclusione del “percorso partecipato” di Nova 2026, in corso a Milano. Percorso che si concluderà, appunto, domani al World Join Center del capoluogo lombardo.

Restando in ambito internazionale, il punto che riguarda l’altro grande scenario di guerra, il Medioriente, recita: “Riconoscimento dello Stato della Palestina, risoluzione dell’accordo di cooperazione militare con Israele, promozione del superamento nell’Unione Europea dello status di partner privilegiato di Israele, promozione dell’adozione di sanzioni economiche e finanziarie nei confronti di tutti i responsabili del genocidio a Gaza e delle attività criminose in Cisgiordania”.