Ma avete visto cos’è successo ieri sera a Porta a Porta?

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Ad un normale dibattito tra il deputato PD Provenzano e il capogruppo FDI Malan, si è inserito Vespa ordinando al parlamentare d’opposizione di lasciar parlare Malan con toni perentori.

A quel punto Provenzano ha risposto, in modo molto pacato ed educato: “Dottor Vespa, ma stiamo interloquendo… è legittimo, siamo in uno studio democratico…” a cui Vespa ha risposto “vuole condurre al posto mio?” e Provenzano “non mi permetterei mai… forse dovrebbe sedersi dall’altra parte” (indicando dove erano seduti gli esponenti della maggioranza).

A quel punto Vespa ha cambiato colore iniziando a urlare “Questo non glielo consento! Ha fatto una battuta, se la poteva risparmiare! Adesso stia zitto, lasci parlare gli altri! Lasci parlare gli altri”.

Insomma, una battuta. Una semplice, comprensibile, argomentabilissima battuta. Senz’altro pungente.

A cui è seguita la reazione spropositata di Vespa, che poi ha il coraggio di invocare la par condicio come scudo. La par condicio. Lui. Quello che da decenni apre i suoi salotti al potere di turno con domande, nel migliore dei casi, docili.

Provenzano non lo ha insultato. Non lo ha aggredito. Ha fatto una battuta che, evidentemente, ha colpito nel segno. E quando una battuta fa così male, forse è perché contiene più verità di quanto si voglia ammettere.

“Stia zitto” non è conduzione televisiva degna di un programma della prima rete pubblica. È il riflesso di chi sa di non poter rispondere nel merito.

Avvocata Cathy La Torre