Marco Vallora, un libro, “Come se la parola dipingesse”

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Ore 18 La voce umana” , un concerto per voce e pianoforte tra Poulenc e Cocteau. Ore 20,30 alla Fondazione Ferrero di Alba, venerdì 23 gennaio
ALBA – Ancora un doppio pregevole appuntamento culturale nell’auditorium della Fondazione Ferrero (strada di mezzo, 44) organizzato per venerdì 23 gennaio. Alle 18 presentazione del libro “Marco Vallora, scritti. Come se la parola dipingesse” edito da Electa, una raccolta di pensieri di Vallora a cura di Giorgio Agamben, Marcello Barison, Monica Ferrando. Interverranno alla presentazione Marcello Barison e l’artista Ugo Nespolo. Il libro su Vallora (terzo volume della collana Scritti di Electa) è parte della serie di antologie scelte che raccolgono saggi e articoli, spesso difficilmente reperibili, con l’ambizione di riscoprire la prosa d’arte e la sua ispirazione letteraria, l’alternanza di riflessioni tra immagine e scrittura.
Lo stesso giorno alle 20,30, sul palco dell’auditorium il concerto “La Voix Humaine”, opera in un atto del compositore francese Francis Poulenc ispirata al celebre monologo teatrale di Cocteau, che ne curò anche scene e costumi per la prima rappresentazione nel 1959.
Presente sul palcoscenico ad interpretarla, insieme al pianista Lorenzo Marasso, il soprano Laura Bohn. Il programma, che coinvolge inoltre il clarinettista Fabio Freisa, unisce a La voix humaine pagine di Gabriel Fauré e brani di due autori contemporanei di area torinese, Stefano Pierini e Jason Barabba, che saranno presenti in sala.
Marco Vallora (1953-2022) è stato un critico d’arte che nel 2018 curò per la Fondazione la mostra Dal nulla al sogno. Dada e surrealismo dalla collezione del Museo Boijmans van Beuningen.
Fu intellettuale eclettico e versatile; si era laureato a Torino in Estetica con Gianni Vattimo, ed era stato professore in varie università e collaboratore di quotidiani e riviste, autore di libri e saggi, traduttore, organizzatore di mostre.
Chiunque s’interessi alle sperimentazioni stilistiche nella saggistica del secondo dopoguerra – si legge nella scheda editoriale di presentazione del libro – conosce le prodigiose turbolenze della prosa di Marco Vallora. Scrittore poliedrico, capace di perlustrare – e dominare – un’impressionante varietà di campi, dal cinema all’operistica, dalla critica d’arte e stilistica all’ermeneutica letteraria, sembra essersi trovato ovunque gesti artisticamente unici necessitassero di tramutarsi in scrittura“.
La bellezza ed il fascino del monologo di Cocteau – per chi non lo conosce – può essere intuito se si fa presente storico di alcune famose opere cinematografiche del passato a questo ispirate. Nel 1948 il regista italiano Roberto Rossellini girò una pellicola intitolata L’amore il cui primo episodio, direttamente ispirato al testo di Cocteau e interpretato da Anna Magnani, si intitola La voce umana. Successivamente nel 1988 Pedro Almodovar gira la pellicola Donne sull’orlo di una crisi di nervi e, più recentemente, nel 2020, La voz humana, interpretata dall’attrice inglese Tilda Swinton.
Ugo Nespolo nasce a Mosso, in provincia di Biella, nel 1941, si diploma all’Accademia Albertina di Belle Arti con Enrico Paolucci e si laurea in Lettere Moderne all’Università di Torino.
Nel panorama artistico italiano ha esordito negli anni Sessanta con la Pop Art, i futuri concettuali e poveristi.
La sua produzione non è mai stata legata ad un unico filone, e caratterizzata da un’accentuata ironia e trasgressività, oltre che da un personale senso del divertimento che rappresenterà sempre una sorta di marchio di fabbrica. Negli anni Settanta Nespolo si appropria di un secondo mezzo di espressione, il cinema: in particolare quello sperimentale, d’artista. Gli attori sono artisti amici, da Lucio Fontana a Enrico Baj, a Michelangelo Pistoletto.
Artista e uomo di cultura, Nespolo adatta l’arte alle sue esigenze, per farla entrare nei circuiti dell’esistenza quotidiana.
Alta l’attenzione per il design e la pratica assidua di un’arte applicata, che ha portato Nespolo a cimentarsi nei settori più disparati, grazie al suo stile unico e inconfondibile. Presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino dal 2011 al 2014, le sue opere sono state esposte nelle più prestigiose gallerie e nei più importanti musei di tutto il mondo, da Milano a Roma e Napoli, da Parigi a Londra, da Chicago a New York, in Cina, in Russia e America Latina.
Giorgio Agamben è filosofo e scrittore. La sua opera è tradotta e commentata in tutto il mondo. Con il progetto “Homo sacer” (Uomo sacro. Nel diritto romano arcaico homo sacer era un uomo che chiunque poteva uccidere senza commettere omicidio e che non doveva però essere messo a morte nelle forme prescritte dal rito) ha segnato una svolta nel pensiero politico contemporaneo. Ha pubblicato numerosissimi libri su svariati argomenti.
Marcello Barison insegna Estetica presso la Libera Università di Bolzano. Ha completato i suoi studi di dottorato presso l’Istituto Italiano di Scienze Umane (SUM) di Napoli in collaborazione con la Albert-Ludwigs-Universität di Freiburg im Breisgau. Dal 2015 al 2019 ha insegnato Philosophical Perspectives presso l’Università di Chicago in qualità di assistant professor.
Oltre a conferenze e pubblicazioni incentrate sulla filosofia continentale del XX secolo, ha scritto sull’arte, la letteratura e l’architettura contemporanee. Molte le sue pubblicazioni, tra cui spiccano quelle sui grandi temi dell’arte, della società e della cultura.
Monica Ferrando ha studiato filosofia e pittura a Torino e poi a Berlino, con il pittore astratto Frank Badur. Ha esordito nel 1991 a Mantova con una mostra dal titolo Kore, presentata da Ruggero Savinio.
Da allora ha tenuto mostre personali, a Gelsenkirchen-Buer, Firenze, Milano, Scicli, Francoforte e ha partecipato a varie mostre collettive, tra le quali la Biennale di Venezia del 2011. Nel 2001 suoi pastelli sono entrati a far parte della collezione del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi. Ha ricevuto numerosi premi e pubblicato vari studi, curando inoltre edizioni italiane d’arte. E’ tradotta in varie lingue.
Laura Bohn, soprano statunitense, è stata acclamata come «un brillante trionfo di forza scenica» (Gramophone Magazine) e «…uno straordinario connubio di splendore vocale e virtuosismo fisico» (San Francisco Chronicle).
Tra i suoi recenti successi figurano il ruolo della Duchessa nell’opera Powder Her Face di Thomas Adès con la Nederlandse Reisopera, il debutto da solista al Concertgebouw di Amsterdam con musiche di Kurt Weill e Leonard Bernstein e Lullaby, un’opera per una sola voce scritta per lei da Kamala Sankaram e presentata allo Studio Boekman della Dutch National Opera. Ha in programma l’incisione di arie importanti ed una tournée al Santiago a Mil in Cile e al Rossi Fest di Belgrado; interpreterà inoltre la Governante in The Turn of the Screw di Benjamin Britten con la West Edge Opera.
Lorenzo Marasso è direttore d’orchestra, pianista, camerista, docente e conduttore radiofonico appassionato e versatile. Si è diplomato in pianoforte al Conservatorio di Milano nel 1994 e, nello stesso anno, è stato ammesso alla Royal Academy of Music di Londra, dove ha approfondito anche la direzione d’orchestra.
Residente in USA dal 2005, ha intrapreso una carriera internazionale caratterizzata da programmi innovativi che spaziano tra epoche e stili, spesso mettendo in luce capolavori poco noti e arrangiamenti rari. Nel 2021 ha fondato la Seattle Chamber Orchestra, di cui è direttore musicale e artistico, guidando l’ensemble con energia, creatività e visione culturale.
Fabio Freisa compie i suoi studi musicali presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino dove ottiene il Diploma e successivamente il Diploma Accademico di II livello ad indirizzo concertistico in clarinetto. Perfeziona i suoi studi seguendo masterclass di clarinetto e musica da camera con alcuni tra i principali solisti a livello internazionale; dal 2011 al 2013, allievo dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, segue il corso di alto perfezionamento con Alessandro Carbonare.
Nel 2013 vince la borsa di studio “Leonardo Da Vinci”. Collabora come solista con molte orchestre sinfoniche e da camerista con diversi ensemble tra cui l'”Ensemble Novecento”, “Les Temps Modernes”, l'”Ensemble Europeo Antidogma”, con cui ha eseguito tra l’altro la prima assoluta in italiano (2013) del balletto Les mariés de la Tour Eiffel su testo di Jean Cocteau, tradotto appositamente per l’occasione.
Per assistere alla serata non occorre prenotare. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.
Per informazioni: tel. 0173 295259 – www.fondazioneferrero.it info@fondazioneferrero.it
La conferenza sarà trasmessa in diretta sul canale di streaming del sito www.fondazioneferrero.it.
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