Altro che Meloni, la vera donna al potere è lei che persegue a oltranza la sua lotta personale (ereditata) contro la Magistratura.
Con la riforma Nordio, le intercettazioni sono state severamente indebolite a vantaggio della criminalità organizzata come ha denunciato il Procuratore Melillo che, con una lettera, ha pregato Meloni di rivedere il meccanismo infernale escogitato dalla maggioranza secondo il quale si vieta l’utilizzo di intercettazioni per reati diversi da quelli per cui sono state autorizzate.
È un effetto definito da Melillo come “grave e allarmante” che travolge la lotta al terrorismo e alle mafie. In particolare, la riforma Nordio Meloni è uno scudo per i colletti bianchi legati ai clan. È molto frequente l’emersione a sorpresa di reati di concussione, corruzione e scambio elettorale mafioso.
Meloni ha fatto finta di preparare un emendamento per andare incontro a Melillo ma poi ha posto la fiducia sul provvedimento perché deve ubbidire al suo capo Marina Berlusconi che proprio non ne vuole sapere di rendere lo Stato più forte contro le mafie.
Attenzione, lo ricorderò sempre fino alla nausea. La mafia, con tutti i reati che si porta dietro commessi da politici e dirigenti, non è solo una questione morale. È una questione di soldi. Si tratta dei soldi delle tasse dei cittadini che vengono intascati in mazzette attraverso gli appalti pubblici.
La corruzione dei colletti bianchi, sempre più protetti, restituisce ai cittadini opere scadenti o assenti, servizi carenti, le liste d’attesa per una visita medica troppo lunghe, le tasse troppo alte, gli stipendi troppo bassi e un degrado che si estende sempre di più Contenti voi, io no.
Non ci si può rassegnare al fatto che la nostra Nazione sia ancora e sempre saldamente nelle mani degli interessi dei Berlusconi



