Medio Oriente: la forza delle armi non costruisce la pace

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La nuova escalation che coinvolge il Golfo Persico si inserisce in una dinamica di crescente tensione tra la Iran e l’asse formato da Israele e Stati Uniti

Gli attacchi contro infrastrutture strategiche e aree urbane non sono soltanto atti militari: sono segnali politici che rischiano di trascinare l’intera regione in una spirale incontrollabile.

La posizione della WOA

La World Organization of Ambassadors esprime profonda preoccupazione per un conflitto che sta assumendo una dimensione sempre più ampia e pericolosa. Colpire indirettamente l’Occidente attraverso Israele o attraverso partner strategici degli Stati Uniti non produce equilibrio, ma amplifica instabilità e paura.

Un passaggio chiaro contro l’uso delle armi

La WOA afferma con fermezza che l’uso delle armi come strumento di pressione politica è un fallimento della leadership internazionale. Le armi non costruiscono sicurezza duratura.
Non generano fiducia. Non creano stabilità. Producono solo distruzione, radicalizzazione e nuove generazioni di rancore.

Ogni missile lanciato, ogni infrastruttura colpita, ogni città trasformata in bersaglio rappresenta un arretramento della civiltà politica. La sicurezza autentica nasce dal dialogo, dal rispetto del diritto internazionale e dalla capacità di sedersi a un tavolo anche quando le posizioni sembrano inconciliabili.

La dichiarazione del Presidente

“Come Cancelliere Europeo della World Organization of Ambassadors, sento il dovere morale di affermare con chiarezza che nessuna strategia basata sulla forza delle armi potrà mai garantire una pace stabile e duratura. Colpire per dimostrare forza significa ammettere l’incapacità di costruire consenso. Rispondere con altri attacchi significa alimentare un ciclo che impoverisce l’umanità intera.

La diplomazia non è debolezza. È l’unica forma di coraggio politico che salva vite.
Oggi più che mai, serve una scelta netta: continuare sulla strada della rappresaglia o avere l’audacia di sedersi a un tavolo e fermare la spirale. La storia giudicherà non chi ha colpito più forte, ma chi avrà saputo fermarsi per primo.”

cav. Giuseppe PRETE pres. WOA