Meloni: “Arriverò fino in fondo”. Ma pensa al voto in primavera

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Il governo onorerà il mandato ricevuto dagli italiani «fino all’ultimo», promette Giorgia Meloni in un videomessaggio inviato a un evento organizzato da Gianfranco Rotondi a Saint Vincent.

È la linea che la presidente del Consiglio manterrà almeno fino all’approvazione della legge di stabilità. Per evitare tensioni parlamentari nel bel mezzo della sessione di bilancio. Per rassicurare gli alleati e testare nel frattempo il consenso personale e della coalizione.

L’intenzione resta però quella di votare a inizio primavera, possibilmente prima delle comunali e senza un election day che potrebbe penalizzarla. Cercando di cogliere in contropiede il campo largo, alla ricerca di un candidato premier.

La conta decisiva

Premessa: ogni ragionamento che si fa a palazzo Chigi è vincolato alla conta decisiva che si svolgerà alla Camera giovedì 8 ottobre. È il voto segreto finale sulla legge elettorale. Un crocevia della legislatura in corso e, soprattutto, punto di svolta per quella che verrà.

Una volta portata a casa la riforma, Meloni potrà decidere in qualsiasi momento di tornare alle urne, con un unico vincolo: la finanziaria di fine anno. Agli alleati continua intanto a ripetere che porterà a termine il lavoro, dunque lasciando intendere che si spingerà fino al novembre del 2027 per completare il lustro di governo.

È il progetto che sostiene anche Antonio Tajani, che soltanto tre giorni fa ha chiesto al partito: «Che posizione porto al tavolo con la presidente? Preferiamo maggio o settembre?». La seconda, gli hanno risposto all’unisono. E lo stesso vale per Matteo Salvini, alle prese con un congresso straordinario che serve a blindare una leadership traballante.

“L’interesse nazionale”

In questa chiave va dunque letto l’intervento di ieri della presidente del Consiglio. Per non spaventare i partner di maggioranza, soprattutto. «Gli italiani chiedono a chi li rappresenta di difendere l’interesse nazionale in Europa e nel mondo. Questa è la visione che tiene unito il centrodestra. È il mandato che gli italiani ci hanno affidato quattro anni fa e che onoreremo fino all’ultimo».

La premier non si ferma qui. Prende a pretesto il titolo del convegno – “Il partito italiano, dalla Dc a Berlusconi e Meloni” – per tracciare la forza politica che ha in mente: un contenitore capace di rafforzare l’egemonia di FdI a destra.

«Quando all’orizzonte ci sono le elezioni politiche – dice – si torna a parlare di centro e di spazi da occupare, di nuovi contenitori politici, ma il centro non è un luogo dove stare a metà strada, è una cultura fatta di famiglia, lavoro, libertà, che abbiamo messo al centro dell’azione di governo».

Tommaso Ciriaco