Nel gennaio 2026, l’accordo tra Microsoft ed Enfinity ha portato un tema complesso al centro della discussione pubblica: quanta energia serve per sostenere la crescita dell’AI. Il caso italiano mostra che queste scelte non riguardano solo le grandi aziende, ma anche lavoro, territori e stabilità dei prezzi nel mercato energetico italiano.
I numeri principali, spiegati in modo diretto
L’intesa prevede 420 MW di potenza di picco (366 MW in energia immessa) e viene indicata come la più ampia fornitura diretta di energia green in Italia e in Europa, esclusi gli accordi infragruppo nell’ultimo anno.
I dati chiave sono questi:
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420 MW: dimensione complessiva del contratto.
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33,8 MW: primo impianto già avviato.
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Oltre 4 miliardi di euro: investimenti annunciati da Microsoft in Italia, soprattutto in Lombardia.
In questo contesto cresce l’attenzione verso soluzioni green a confronto per ridurre incertezza e volatilità.
Cosa cambia per territori e lavoro
I progetti risultano concentrati soprattutto in Lazio ed Emilia-Romagna, con ulteriori sviluppi previsti in Veneto e Piemonte.
Sul fronte occupazione, i numeri dichiarati parlano di 3.500 posti di lavoro tra diretti e indiretti nella fase di realizzazione, più 150 posti stabili per la gestione.
Per molte aziende, il tema centrale resta la tenuta dei costi energetici nel tempo, motivo per cui cresce l’interesse per le forniture per le imprese.
L’ultimo punto: regole, prezzi e scadenze
La parte più delicata non è solo tecnica: è organizzativa e regolatoria. Il mercato richiama il meccanismo Energy Release a 65 euro/MWh e l’effetto del clawback europeo, che ha aumentato la complessità delle decisioni.
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Passaggio |
Data/Valore |
Perché conta |
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Contratti imprese-GSE |
31 gennaio 2026 |
Definisce impegni e tempi operativi |
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Addendum operativo |
9 marzo 2026 |
Sposta responsabilità sulla consegna impianti |
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Orizzonte impianti |
maggio 2029 |
Fissa il traguardo industriale |
Per capire il quadro in modo accessibile, è utile leggere sia le regole ARERA sia i riferimenti sul costo medio della bolletta luce.
Conclusione
Da questa vicenda emergono due punti semplici: oggi l’energia rinnovabile è una leva economica concreta, e senza regole stabili anche i grandi investimenti rischiano rallentamenti; la domanda, quindi, è se l’Italia riuscirà a replicare accordi simili in tempi brevi, se il quadro europeo diventerà più prevedibile per chi investe, e quanto questi cambiamenti si tradurranno in vantaggi reali per famiglie e piccole imprese che cercano una panoramica delle offerte luce e gas.
Fonte: papernest.it



