MINISTRO NUFI: FABBRICA DELLA DIFESA, ALBANIA SIGLERÀ PARTNERSHIP CON LE INDUSTRIE MILITARI

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Il nuovo titolare del Dicastero della Difesa ha comunicato i provvedimenti assunti in data odierna dalla riunione del Consiglio dei Ministri, nel cui ambito sono state approvate le decisioni relative alla partecipazione albanese alle Missioni internazionali di Pace e al rafforzamento dell’industria difensiva nazionale

(Fonte: agenzia Ata) Sono quattro, in totale, gli atti che il Ministero della Difesa ha portato in approvazione nella seduta di oggi del Consiglio dei Ministri del governo Rama. La conferma è arrivata dal titolare del dicastero della Difesa, onorevole Ermal Nufi, nel corso della propria dichiarazione ai giornalisti e ai rappresentanti dei mass media a consuntivo della riunione.

I primi due punti confermano la partecipazione del Paese delle Aquile al programma delle missioni internazionali di Pace, e rappresenta una risorsa in virtù della possibilità che esso offre di condividere conoscenze ed esperienze derivanti da tali complesse operazioni, le quali dimostrano sia la preparazione dei nostri uomini, sia la circostanza che siamo un fattore attivo in tutte le iniziative congiunte con i partners e i Paesi alleati esteri e atlantici”.

Altrettanto decisivi i capitoli che fanno riferimento allo sviluppo dell’industria militare: in tali ambiti, il Governo Rama ha deliberato i decreti che autorizzano la società statale KAYO a negoziare e a concludere e perfezionare accordi per la creazione di navi militari e di droni in Albania, nel contesto di filiere autosufficienti. “È importante – ha concluso l’onorevole Nufi – sottolineare il valore strutturale di queste decisioni che creano le basi per la fabbricazione di veicoli galleggianti integralmente realizzati e assemblati nella Repubblica d’Albania, e questo ci rende orgogliosi. Siamo molto vicini alla finalizzazione degli accordi con la controparte internazionale che verrà in Albania, e con la riunione congiunta dei nostri due Governi a Roma. Sarà un incentivo non soltanto per l’industria della Difesa in coerenza con gli impegni assunti nell’alleanza atlantica, ma nello stesso tempo per la crescita di una stabile occupazione qualificata abbinata all’innesto di innovazioni tecnologiche decisive per applicazioni sia militari che civili, inclusi il presidio dell’ambiente e la lotta alle emergenze naturali”.