La massima rappresentante della politica diplomatica del Governo Rama è intervenuta presso il teatro municipale di Valona, prima capitale del Paese delle Aquile, alla presenza dei principali Ambasciatori accreditati in territorio albanese: vi sono tutte le condizioni per soddisfare ogni adempimento normativo e procedurale entro il 2027
(Fonte: agenzia Ata) La titolare del dicastero per l’Europa e per gli Affari Esteri, onorevole Elisa Spiropali, ha dichiarato questa mattina, da Valona, che l’anno in corso “sarà determinante per centrare l’obiettivo strategico di portare a conclusione il cammino di negoziazione tecnica entro il 2027. In questo modo, il periodo successivo potrà essere dedicato al perfezionamento del processo di definitiva adesione alla grande famiglia comunitaria europea”.
L’occasione è scaturita dallo svolgimento del Forum di dialogo dal titolo “Altri passi verso la UE”: “Non è un caso che si parli di Europa nella Città in cui è nato lo Stato albanese – ha ribadito l’onorevole Spiropali di fronte al Corpo diplomatico accreditato – Questo è il luogo in cui la nostra Storia nazionale e la nostra geografia europea si incontrano naturalmente. L’integrazione non è più soltanto una promessa, uno slogan o una bandiera. È un cammino accelerato che si sta realizzando tramite risultati tangibili e attraverso responsabilità condivise”.
“In soli 13 mesi, da ottobre 2024 a novembre 2025, grazie a una chiara visione del lavoro quotidiano, agli sforzi congiunti e al coordinamento tra determinazione politica e capacità istituzionale e amministrativa, abbiamo aperto 33 capitoli negoziali – ha aggiunto la titolare del Ministero degli affari esteri – Qualche giorno fa, il parlamento albanese ha approvato l’ultimo pacchetto legislativo e normativo, dando seguito alla fase successiva che sarà ancora più impegnativa, riguardando infatti l’inizio della chiusura dei capitoli. Le riforme intraprese non sono facili, ma riguardano la giustizia, l’amministrazione, la lotta alla corruzione, l’economia e gli standards minimi di convivenza per uno Stato più equo e per un’economia più aperta e competitiva”.





