Nutrie nel piatto del sindaco di Gerre de’ Caprioli (CR): messaggio diseducativo e irrispettoso

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Nutrie arrosto e al ragù: questa la provocazione lanciata dal sindaco di Gerre de’ Caprioli (CR), Michel Marchi, che ha diffuso sui social un video mostrando un pranzo a base di nutria, rilanciando l’idea di consumare questi animali per contenerne la presenza sul territorio

Un messaggio che l’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) giudica profondamente diseducativo, oltre che eticamente inaccettabile – soprattutto considerando la posizione istituzionale di chi l’ha lanciato – e lesivo della sensibilità di coloro che rispettano anche questi animali.

“Far passare l’idea che un problema complesso come la gestione delle specie considerate invasive possa essere risolto banalmente “mettendole nel piatto” è fuorviante e pericoloso. Il rischio è di incoraggiare uccisioni e violenza, che possono ripercuotersi negativamente sulla fauna selvatica e sull’intera comunità.

Esistono metodi non cruenti di gestione delle nutrie ed è solo in quella direzione che si dovrebbe andare, smettendo di ignorare gli aspetti etici, ambientali e scientifici della questione. Chi ricopre ruoli pubblici dovrebbe contribuire a diffondere una cultura del rispetto per tutti, animali selvatici compresi.”

Massimo Comparotto, Presidente OIPA Italia

Dal punto di vista legale, attualmente in Italia la nutria può essere oggetto di piani di contenimento ed è vietata, a livello commerciale, la vendita al pubblico di questa carne.

Detto questo, l’OIPA ricorda che la prevenzione risulta il metodo migliore per la gestione degli animali selvatici e questo vale anche per le nutrie: ne è un esempio virtuoso l’iniziativa del Comune di Parma, dove una colonia è stata censita, sterilizzata e vive in un luogo protetto e controllato.

Tramite strategie mirate di sterilizzazione e monitoraggio, è stato possibile concedere uno spazio protetto a questi animali, evitandone la soppressione cruenta.

La colonia viene monitorata e gli interventi sulla gestione avvengono in modo etico ed efficace, garantendo un equilibrio tra la presenza delle nutrie e la sicurezza del territorio.

L’invito per le istituzioni è a investire in metodi alternativi, etici e rispettosi degli degli animali e degli ecosistemi.