
In visita ufficiale in Francia, il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Al-Busaidi, auspica una nuova architettura di sicurezza nella regione, che includa l’Iran, e afferma che un pedaggio imposto alle navi potrebbe essere compatibile con il diritto internazionale
“L’Oman e i suoi vicini del Golfo stanno uscendo da una guerra che non sarebbe mai dovuta accadere”, ha dichiarato il capo della diplomazia del Sultanato al quotidiano Le Monde, prima di recarsi all’Eliseo per l’incontro con il presidente Emmanuel Macron e il Sultano Haitham bin Tariq, in occasione della prima visita ufficiale del monarca omanita in Francia dall’insediamento nel 2020.
“Siamo firmatari della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare!”, ha ricordato il ministro degli Esteri della piccola monarchia a Le Monde, affermando che il Sultanato dell’Oman non contravverra’ mai al diritto marittimo internazionale.
Il ministro degli Esteri omanita ha analizzato, poi, le conseguenze di questa “orribile” guerra per Muscat e per la regione. In quanto storico co-gestore dello Stretto di Hormuz insieme al vicino Iran, il Sultanato e’ sospettato di essere complice di Teheran, che intende monetizzare il passaggio delle navi attraverso questo stretto corridoio marittimo.
Prima della guerra, oltre un quinto della produzione mondiale di fertilizzanti e idrocarburi transitava attraverso di esso.
“L’Oman dovra’ comportarsi come tutti gli altri o li polverizzeremo”, ha scritto Donald Trump sul suo social network Truth il 27 maggio, indignato per il presunto doppio gioco di Muscat. “A volte la gente parla senza pensare. Ma non credo che sia stato questo il caso”, ha detto con un sorriso al quotidiano francese Al-Busaidi, assicurando che l’Oman mantiene “ottimi rapporti” con gli Stati Uniti.


