Ottavio Dantone tra Classicismo e Novecento

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Ottavio Dantone tra Classicismo e Novecento “saluta” l’Orchestra Haydn da Direttore musicale

Martedì 17 marzo a Bolzano, anche in diretta RAI Radio 3, e mercoledì 18 marzo a Trento si terrà l’ultimo concerto di Ottavio Dantone come Direttore musicale dell’Orchestra Haydn, mentre verranno annunciate nuove collaborazioni con il Maestro, tra le quali l’inaugurazione della Stagione lirica 2026/27.

Nei due concerti diretti da Ottavio Dantone, il pubblico potrà vivere l’ascolto tra i professori d’orchestra grazie all’iniziativa Haydn Surround.

C’è molta attesa per il concerto che conclude la fortuna esperienza di Ottavio Dantone come Direttore musicale dell’Orchestra Haydn. Dopo diversi anni di stretta e proficua collaborazione, il Maestro ha infatti annunciato di voler lasciare la direzione musicale dell’Orchestra Haydn per motivi personali e per ridurre i suoi impegni lavorativi che, soprattutto negli ultimi anni, lo vedono frequentemente impegnato sia in Italia che all’estero. Una decisione che non preclude nuove forme di collaborazione con il Maestro: Ottavio Dantone tornerà infatti sul podio dell’Orchestra Haydn per l’evento di inaugurazione della Stagione lirica 2026/27 che presto verrà presentata.

Martedì 17 marzo 2026 alle ore 20.00 all’Auditorium di Bolzano, anche in diretta su RAI Radio 3 per la conduzione di Valentina Anzani, e in replica mercoledì 18 marzo alle ore 20.30 all’Auditorium di Trento, il concerto accosterà il grande repertorio classico ad autori meno eseguiti, insieme a capolavori del Novecento. Oltre alle Sinfonie n. 93 e 97 di Haydn, che aggiunge un ulteriore tassello per il completamento della lettura integrale delle Sinfonie Londinesi, l’Orchestra Haydn eseguirà l’Intermezzo op. 8 del compositore mitteleuropeo Franz Schreker e Requies di Luciano Berio, dedicato alla memoria della moglie Cathy Berberian:

«Il concerto presenta un ponte estremo fra diverse culture storiche – afferma Ottavio Dantone –, attraverso altre due Sinfonie Londinesi di Haydn e l’Intermezzo op. 8 di Franz Schreker, autore che amo molto, di cui ho eseguito l’anno passato la Kammersymphonie. A queste pagine si aggiunge Requies, la celebre composizione di Luciano Berio, capolavoro del Novecento. Questo programma nasce dal desiderio di esplorare, insieme all’Orchestra Haydn, diverse forme di energia e di colore orchestrale, come d’abitudine in queste ultime stagioni. Requies di Berio apre uno spazio sonoro sospeso e inquieto, fatto di silenzi, ombre e memoria.

L’Intermezzo op. 8 di Schreker mette alla prova la ricchezza timbrica dell’orchestra d’archi, chiedendo trasparenza e intensità insieme. Con le Sinfonie n. 93 e n. 97 di Haydn torniamo a una scrittura che sento particolarmente vicina: chiarezza, equilibrio, ma anche sorpresa e spirito teatrale.

È un repertorio che, con questa orchestra, diventa spazio di dialogo, precisione e libertà espressiva. Un percorso che attraversa il tempo, ma che trova unità nel lavoro comune sul suono e sull’ascolto reciproco.».

Considerate l’apice della produzione sinfonica di Joseph Haydn, i due lavori in programma sono stati scritti tra il 1791 e il 1792 per il pubblico londinese, esigente e pieno di aspettative.

E proprio la particolare attenzione al pubblico portò Haydn a redigere delle partiture che potessero impressionare all’ascolto per una ricerca continuamente variata delle soluzioni strumentali, armoniche, di sviluppo, e per dei precisi, riconoscibili tratti distintivi.

Nato a Monaco di Baviera nel 1878, dopo essersi trasferito a Vienna Franz Schreker segue gli studi di violino e composizione all’Università per la Musica e per le Arti. Qui, ancora studente, compone il suo primo lavoro, l’Intermezzo op.8 per archi, con il quale conquista importanti riconoscimenti e premi, che gli consentono di farsi subito notare.

Scritto nel 1984 per l’Orchestra da Camera di Losanna, e dedicato alla memoria di Cathy Berberian, voce inconfondibile e artista tra le più originali del Novecento, il compositore Luciano Berio descrisse così Requies:

«Un’orchestra da camera suona una melodia: o meglio, descrive una melodia, sebbene solo come un’ombra potrebbe descrivere un oggetto, o un’eco un suono. La melodia si sviluppa costantemente ma in modo discontinuo attraverso ripetizioni e digressioni e attorno a un punto centrale, al tempo stesso mobile e distante, forse indecifrabile all’orecchio che ascolta».

Durante i concerti di Bolzano e Trento, il pubblico potrà inoltre provare un’innovativa modalità di fruizione musicale sperimentando nuove prospettive d’ascolto. Con l’iniziativa Haydn Surround, infatti, l’ascoltatore potrà godere del privilegio di sedersi in una delle quattro poltrone posizionate all’interno dell’Orchestra Haydn, lasciandosi avvolgere dal flusso sonoro, ma anche osservare da vicino l’abilità tecnica, l’affiatamento e l’interpretazione degli esecutori. L’iniziativa è rivolta a tutto il pubblico, incluse le persone con fragilità sensoriali, su prenotazione (scrivendo a ticket@haydn.it) e su esibizione del biglietto di accesso al concerto, fino a esaurimento dei posti.

OTTAVIO DANTONE

Tra i clavicembalisti più apprezzati della sua generazione, nel 1985 riceve il premio di basso continuo al Concorso Internazionale di Parigi e, l’anno successivo, il premio al concorso internazionale di Bruges, primo italiano a ottenere questi riconoscimenti in ambito clavicembalistico. Profondo conoscitore della prassi esecutiva del periodo Barocco, dal 1996 è il Direttore artistico e Musicale dell’Accademia Bizantina di Ravenna, con la quale collabora dal 1989.

Dalla Stagione 2023/24 è Direttore musicale dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento e, dal 2024, è Direttore musicale dell’Innsbruck Early Music Festival. Sotto la sua direzione, l’Accademia Bizantina si è affermata come uno degli Ensemble di musica barocca con strumenti antichi più noti e richiesti nel panorama internazionale.

La sua carriera lo porta ad accostare al repertorio più conosciuto, la riscoperta di titoli meno eseguiti o in prima esecuzione moderna nei festival e nei teatri più importanti del mondo. È regolarmente invitato a dirigere le più prestigiose orchestre internazionali, e incide per le più importanti case discografiche. È Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e, dal 2022, Accademico di Santa Cecilia.