Ieri mattina, davanti alla sede di via Adamoli a Molassana, i 22 lavoratori e lavoratrici della Vetromeccaniche Italiane hanno dato vita a un presidio che ha rimesso al centro dell’attenzione pubblica una vicenda che il sistema vorrebbe far passare come un normale, inevitabile scarto del mercato.
Non è così. E il Partito Comunista Italiano c’era, ed era al loro fianco.
Abbiamo ascoltato le loro voci, raccolto le loro storie, condiviso la loro rabbia e la loro determinazione. Uomini e donne che hanno scoperto solo pochi giorni fa, e per caso, tramite un fornitore, che la loro azienda stava per chiudere. Una scoperta che li ha gettati nello sconcerto e nell’angoscia, senza preavviso, senza ammortizzatori sociali attivati, senza alcuna possibilità di prepararsi allo choc. Eppure, non si sono arresi.
Il presidio di ieri ha visto una partecipazione forte e compatta. I lavoratori hanno bloccato simbolicamente via Adamoli, hanno fatto sentire la loro voce, hanno ribadito con chiarezza che quella della Vetromeccaniche non è una crisi qualsiasi: è la crisi di un’azienda unica nel panorama genovese, l’unica realtà cittadina in grado di svolgere determinate lavorazioni del vetro, un patrimonio di competenze e professionalità che non può e non deve essere disperso.
Il PCI c’era e continuerà a esserci. I lavoratori ci hanno ringraziato per il sostegno concreto che abbiamo dato loro in questa fase iniziale della lotta, e noi abbiamo ribadito il nostro impegno a non lasciarli soli.
Le nostre proposte sono chiare e non negoziabili. Chiediamo una legge severa contro le delocalizzazioni selvagge e i fallimenti pilotati, che colpisca duramente chi abbandona un sito produttivo strategico senza salvaguardare l’occupazione. Chiediamo il blocco dei licenziamenti per le aziende in crisi e l’obbligo di attivazione immediata di ammortizzatori sociali strutturali, garantiti dallo Stato, senza dover dipendere dalla volontà del padrone di turno. Chiediamo un piano di intervento pubblico nell’economia, che dia allo Stato e agli enti locali il potere e il dovere di intervenire quando un’azienda strategica rischia di morire per l’incapacità o la speculazione della proprietà.
Le prossime settimane saranno decisive. Il 20 luglio è stato convocato un tavolo tecnico con Confindustria, sindacati e Comune. Martedì prossimo la vertenza approderà in Consiglio regionale. Noi vigileremo perché quei tavoli non siano passerelle, ma luoghi in cui si cerchino soluzioni concrete per salvare i posti di lavoro e la produzione.
Per questo, sabato prossimo, ospiteremo i lavoratori della Vetromeccaniche Italiane alla Festa della FGCI ligure al Parco di Falconara di Lerici, nella provincia della Spezia. Sarà un’occasione importante per raccontare a tutti la loro storia, per allargare il fronte della solidarietà e per dimostrare che la lotta per il lavoro è la lotta per la giustizia sociale.
Non abbassiamo la guardia. La dignità non si arrende.
PARTITO COMUNISTA ITALIANO
Federazione di Genova



