Una cannula respiratoria nella trachea, un dettaglio di cui si sarebbe voluto fare a meno, ma che il Gemelli inserisce nel bollettino medico
Intanto il ricovero di Vittorio Sgarbi in terapia intensiva dallo scorso 30 settembre apre a uno scontro tra la figlia Evelina e la Rai. L’avvocato Lorenzo Iacobbi, legale della 26enne, ha depositato una diffida contro l’azienda e contro Alberto Matano. Sotto accusa quanto dichiarato a La Vita in Diretta, dove il conduttore ha citato Sabrina Colle attribuendole la notizia di Sgarbi “vigile e in grado di comunicare”.
Una ricostruzione definita dalla difesa “falsa e priva di fondamento clinico il Professore, da fonti ufficiali ospedaliere, versa ancora intubato e sedato nel reparto di rianimazione presso il Policlinico Gemelli, non essendo quindi minimamente nelle condizioni cliniche così come mistificate a mezzo stampa. “
In risposta, le persone vicine al professore hanno riferito “Non comunica parlando, è sedato e intubato. Quelle poche volte che apre gli occhi siamo tutti lì a rassicurarlo. Vittorio è intubato e sedato. Talvolta la sedazione gli viene abbassata e in quei momenti è in grado di aprire gli occhi e fare un cenno”. E ribadiscono la delicatezza della situazione clinica del critico d’arte: “Di tanto in tanto provano ad abbassare la sedazione per vedere come risponde” Intanto Iacobbi smentisce un’altra frase attribuita a Evelina Sgarbi: “Andare a trovare mio padre un’ora? Sarebbe un’inutile sofferenza”.
L’avvocato chiarisce che si tratta di “una menzogna” mai pronunciata dalla sua assistita, concepita per dipingerla “come una figura cinica e in cerca di visibilità”. Tale “gogna mediatica” – ha detto il legale – avrebbe esposto Evelina a “pericolose e inaccettabili aggressioni verbali per strada“.
Secondo quanto riferito dall’ospedale, le condizioni di Vittorio Sgarbi “si mantengono stabili”, ma è stato sottoposto a un intervento di tracheotomia percutanea. “Nonostante il miglioramento del quadro polmonare e della microembolia polmonare l’attuale condizione ha reso necessaria l’intervento”, comunica il Gemelli, una procedura mini-invasiva che crea un’apertura nella trachea attraverso la parte anteriore del collo per inserire una cannula respiratoria.



